Sanità, La Ghezza (M5S): “L’autonomia differenziata rischia di aumentare le disuguaglianze tra Nord e Sud”
BARI - Nel corso del Consiglio regionale monotematico dedicato alla sanità, la capogruppo del Movimento 5 Stelle Maria La Ghezza ha criticato il percorso dell’autonomia differenziata, sostenendo che possa aggravare le differenze territoriali nell’accesso alle cure.
“La sanità non è un tema su cui fare propaganda – ha dichiarato La Ghezza –. Non accettiamo lezioni da chi porta avanti a livello nazionale il percorso per l’autonomia differenziata, una riforma che rischia di spaccare il Paese e penalizzare soprattutto le regioni del Mezzogiorno”.
Secondo l’esponente del M5S, il trasferimento di maggiori competenze alle Regioni non dovrebbe avvenire senza una preventiva definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni (LEP) e senza un’analisi delle condizioni di partenza dei diversi territori.
“Prima di trasferire funzioni – ha aggiunto – devono essere definiti i LEP e ogni passaggio deve essere preceduto da un’istruttoria rigorosa. Le preintese con alcune Regioni procedono senza analisi e senza garanzie per chi oggi è già in difficoltà”.
La Ghezza ha espresso preoccupazione per le possibili conseguenze sul sistema sanitario: secondo la capogruppo pentastellata, una maggiore autonomia potrebbe consentire alle Regioni più forti di trattenere maggiori risorse, attrarre personale sanitario e aumentare il divario con i territori che già soffrono carenze di medici e specialisti.
“Il rischio – ha spiegato – è che aumenti la mobilità sanitaria dal Sud verso il Nord e che le Regioni meridionali facciano sempre più fatica a recuperare terreno, con meno investimenti in strutture, attrezzature e competenze”.
Nel suo intervento La Ghezza ha poi contestato anche i dati sugli investimenti in sanità, sostenendo che l’aumento nominale del Fondo sanitario nazionale non sarebbe sufficiente a compensare l’incremento dei costi e dell’inflazione.
La consigliera ha inoltre rivendicato il ruolo del Governo Conte II nella nascita delle Case di Comunità, sottolineando però la necessità di garantire il personale necessario al loro funzionamento.
“Le nuove strutture avranno bisogno di medici e infermieri dedicati – ha affermato –. Senza un piano nazionale per il personale il rischio è che restino contenitori vuoti”.
In conclusione, La Ghezza ha lanciato un appello alle forze politiche regionali: “Questo non è il momento di dividersi, ma di difendere insieme gli interessi della Puglia, chiedendo risorse adeguate per la sanità pubblica e dicendo no a un’autonomia differenziata che rischia di sancire cittadini di serie A e cittadini di serie B”.
