Scontri a Bologna dopo la morte di Fakir, sei indagati per omicidio colposo
Bologna - La Procura di Bologna ha aperto un'inchiesta sulla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne di origini marocchine deceduto domenica al Pilastro durante un intervento della polizia. L'uomo era stato fermato e ammanettato a terra dagli agenti. L'ipotesi di reato al momento è quella di omicidio colposo.
Nel procedimento, aperto nel registro “modello 45 bis”, risultano coinvolte sei persone: i due poliziotti intervenuti e i quattro operatori sanitari presenti durante le diverse fasi dell'intervento. La norma dello “scudo”, introdotta con l'ultimo decreto sicurezza, è stata applicata tra le prime volte in Italia proprio in questo caso. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha però precisato che non si tratta di uno scudo penale, ma dell'iscrizione in un apposito registro previsto dalla legge. Anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha definito impropria l'espressione “scudo penale”, chiarendo che non comporta alcuna forma di immunità.
Intanto, gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione quanto accaduto. La Procura ha affidato gli accertamenti alla Squadra Mobile, che analizzerà anche le immagini della bodycam indossata dal capopattuglia, oltre al video già circolato sui social. Saranno acquisite le comunicazioni radio degli agenti e ascoltate le testimonianze delle persone presenti, compresi i sanitari.
Secondo le prime ricostruzioni, la polizia sarebbe intervenuta in via Svevo dopo una richiesta di aiuto al 118 per un uomo in crisi psichiatrica. Gli agenti avrebbero utilizzato lo spray al peperoncino per neutralizzarlo, prima di immobilizzarlo a terra. Fakir presentava ferite al capo e al volto, la cui origine dovrà essere chiarita dagli inquirenti. Determinante sarà l'esito dell'autopsia per stabilire le cause della morte.
La Procura di Bologna acquisirà inoltre le linee guida del Viminale sulle tecniche di contenimento delle persone non collaborative e approfondirà il funzionamento del sistema di emergenza sanitaria. In particolare, saranno verificati tempi e modalità dell'intervento del 118 e l'invio sul posto di un'ambulanza con quattro volontari della Croce Rossa, senza medico a bordo.
Sul caso sono intervenuti anche i vertici politici. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito inaccettabile quanto accaduto, chiedendo che eventuali responsabilità siano accertate “con il massimo rigore”, mentre la segretaria del Pd Elly Schlein ha dichiarato che, quando una persona muore durante un'operazione di fermo, lo Stato deve fare piena luce.
La vicenda ha inoltre provocato tensioni a Bologna. La sera del 20 luglio si sono verificati violenti scontri tra manifestanti e forze dell'ordine, con decine di feriti. Piantedosi ha ribadito che l'Italia non è uno Stato di polizia e che nessuno è al di sopra della legge, invitando ad attendere l'esito degli accertamenti della magistratura.