Turi, sacerdote a giudizio per la morte della soccorritrice 118: udienza il 19 ottobre a Bari


TURI - Si aprirà il prossimo 19 ottobre, davanti al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Bari, il procedimento a carico di don Nicola D’Onghia, ex parroco di Turi, accusato della morte di Fabiana Chiarappa, soccorritrice del 118 di 32 anni deceduta il 2 aprile 2025 sulla statale 172 tra Turi e Putignano.

Il sacerdote è imputato per omicidio colposo e omissione di soccorso. La vicenda riguarda un incidente avvenuto mentre la donna era appena caduta dalla propria moto. Secondo la ricostruzione della Procura di Bari e dei carabinieri, la soccorritrice sarebbe stata investita dall’auto guidata dal religioso, che l’avrebbe colpita con la ruota anteriore destra mentre, secondo l’accusa, era distratto dall’uso del telefono cellulare.

Gli investigatori contestano inoltre che, dopo l’impatto, il conducente non si sia fermato a prestare soccorso. L’uomo si sarebbe invece allontanato raggiungendo una stazione di servizio poco distante, dove le telecamere lo avrebbero ripreso mentre controllava le condizioni del veicolo.

Don D’Onghia era stato posto agli arresti domiciliari il 29 aprile, misura successivamente sostituita con l’obbligo di soggiorno nel comune di Noci, poi revocato. Resta attualmente in vigore il ritiro della patente.

Il procedimento entrerà ora nella fase dell’udienza preliminare, in cui il giudice dovrà valutare la richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura.