Copertino, spara al compagno della figlia durante una lite: 61enne fermato per tentato omicidio
LECCE - È stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto con le ipotesi di reato di tentato omicidio, detenzione e porto illegale di arma da fuoco il 61enne di Copertino che ieri avrebbe esploso un colpo di pistola al termine di una lite con la figlia e il suo compagno, un 29enne rimasto ferito a un braccio.
Il provvedimento è scattato al termine degli accertamenti condotti dai Carabinieri della Tenenza di Copertino e della Compagnia di Gallipoli nell’abitazione dell’uomo. I militari hanno inoltre raccolto le versioni fornite dal 61enne, dalla figlia e dal compagno della donna, quest’ultimo ricoverato all’ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico al braccio.
Nel corso degli accertamenti l’arma utilizzata non è stata trovata. I carabinieri hanno però rinvenuto un bossolo calibro 9 corto, elemento ora al vaglio degli investigatori.
Sono in corso ulteriori indagini per ricostruire con precisione la dinamica della lite e stabilire come e quando il 61enne si sarebbe disfatto della pistola.
L’uomo, dipendente dell’Asl, è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria. Le accuse dovranno essere valutate nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza.
Il provvedimento è scattato al termine degli accertamenti condotti dai Carabinieri della Tenenza di Copertino e della Compagnia di Gallipoli nell’abitazione dell’uomo. I militari hanno inoltre raccolto le versioni fornite dal 61enne, dalla figlia e dal compagno della donna, quest’ultimo ricoverato all’ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico al braccio.
Nel corso degli accertamenti l’arma utilizzata non è stata trovata. I carabinieri hanno però rinvenuto un bossolo calibro 9 corto, elemento ora al vaglio degli investigatori.
Sono in corso ulteriori indagini per ricostruire con precisione la dinamica della lite e stabilire come e quando il 61enne si sarebbe disfatto della pistola.
L’uomo, dipendente dell’Asl, è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria. Le accuse dovranno essere valutate nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza.
