Iran, Tanasi (Codacons): nuove tensioni economiche rischiano di pesare sulle famiglie italiane
Carburanti ed energia sotto osservazione. Il Governo prepari misure contro possibili rincari e garantisca la sicurezza degli approvvigionamenti
Le nuove tensioni tra Stati Uniti e Iran rischiano di avere ripercussioni anche sull’economia italiana, con possibili effetti sui mercati energetici e, di conseguenza, sui bilanci di famiglie e imprese.
A lanciare l’allarme è Francesco Tanasi, Segretario nazionale del Codacons, dopo l’annuncio del presidente statunitense Donald Trump di una nuova e più dura offensiva economica contro Teheran e delle possibili conseguenze per i Paesi e i soggetti che continueranno a fornire sostegno economico all’Iran.
“Ogni nuova tensione in un’area così determinante per gli equilibri energetici mondiali può trasformarsi rapidamente in un costo per cittadini e imprese – afferma Tanasi –. Il rischio che dobbiamo scongiurare è che l’instabilità internazionale si traduca ancora una volta in aumenti dei prezzi dei carburanti, dell’energia e dei trasporti, con un effetto a catena sui beni di largo consumo”.
Particolare attenzione, secondo il Codacons, deve essere riservata allo Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi per i flussi energetici internazionali. Eventuali nuove tensioni o difficoltà nella circolazione delle forniture potrebbero esercitare ulteriori pressioni sulle quotazioni del greggio e sui costi della logistica, con conseguenze destinate a ripercuotersi rapidamente anche sul mercato italiano.
“Non bisogna aspettare che gli eventuali rincari arrivino alla pompa o nelle bollette per intervenire – sottolinea Tanasi –. Il Governo deve seguire quotidianamente l’andamento dei mercati, impedire qualsiasi fenomeno speculativo e predisporre fin da subito strumenti di tutela qualora l’aumento delle quotazioni internazionali dovesse scaricarsi sui consumatori”.
Il Codacons chiede inoltre di garantire la piena operatività degli strumenti destinati a fronteggiare eventuali criticità negli approvvigionamenti energetici, comprese le scorte petrolifere strategiche nazionali, verificandone disponibilità e capacità di utilizzo nel caso in cui la situazione internazionale dovesse ulteriormente deteriorarsi.
“L’Italia deve farsi trovare pronta. Un aumento prolungato dei costi energetici non colpirebbe soltanto automobilisti e famiglie, ma finirebbe per trasferirsi sui trasporti, sulla produzione e sui prezzi al dettaglio, riducendo ulteriormente il potere d’acquisto. La priorità deve essere evitare che il conto di una nuova crisi internazionale venga presentato ancora una volta ai consumatori italiani”, conclude Tanasi.
Le nuove tensioni tra Stati Uniti e Iran rischiano di avere ripercussioni anche sull’economia italiana, con possibili effetti sui mercati energetici e, di conseguenza, sui bilanci di famiglie e imprese.
A lanciare l’allarme è Francesco Tanasi, Segretario nazionale del Codacons, dopo l’annuncio del presidente statunitense Donald Trump di una nuova e più dura offensiva economica contro Teheran e delle possibili conseguenze per i Paesi e i soggetti che continueranno a fornire sostegno economico all’Iran.
“Ogni nuova tensione in un’area così determinante per gli equilibri energetici mondiali può trasformarsi rapidamente in un costo per cittadini e imprese – afferma Tanasi –. Il rischio che dobbiamo scongiurare è che l’instabilità internazionale si traduca ancora una volta in aumenti dei prezzi dei carburanti, dell’energia e dei trasporti, con un effetto a catena sui beni di largo consumo”.
Particolare attenzione, secondo il Codacons, deve essere riservata allo Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi per i flussi energetici internazionali. Eventuali nuove tensioni o difficoltà nella circolazione delle forniture potrebbero esercitare ulteriori pressioni sulle quotazioni del greggio e sui costi della logistica, con conseguenze destinate a ripercuotersi rapidamente anche sul mercato italiano.
“Non bisogna aspettare che gli eventuali rincari arrivino alla pompa o nelle bollette per intervenire – sottolinea Tanasi –. Il Governo deve seguire quotidianamente l’andamento dei mercati, impedire qualsiasi fenomeno speculativo e predisporre fin da subito strumenti di tutela qualora l’aumento delle quotazioni internazionali dovesse scaricarsi sui consumatori”.
Il Codacons chiede inoltre di garantire la piena operatività degli strumenti destinati a fronteggiare eventuali criticità negli approvvigionamenti energetici, comprese le scorte petrolifere strategiche nazionali, verificandone disponibilità e capacità di utilizzo nel caso in cui la situazione internazionale dovesse ulteriormente deteriorarsi.
“L’Italia deve farsi trovare pronta. Un aumento prolungato dei costi energetici non colpirebbe soltanto automobilisti e famiglie, ma finirebbe per trasferirsi sui trasporti, sulla produzione e sui prezzi al dettaglio, riducendo ulteriormente il potere d’acquisto. La priorità deve essere evitare che il conto di una nuova crisi internazionale venga presentato ancora una volta ai consumatori italiani”, conclude Tanasi.
