L’ultimo saluto a Benedetta, la chiesa gremita per i funerali della 17enne travolta dal treno
LECCE – Una chiesa gremita di amici e parenti ha dato questa mattina l’ultimo saluto a Benedetta Daniele, la 17enne leccese morta venerdì sera dopo essere stata travolta dall’Intercity Lecce-Milano mentre attraversava i binari della stazione di Squinzano.
Nella parrocchia di San Sabino, a Lecce, si sono stretti attorno alla famiglia gli amici della giovane, arrivati tutti vestiti di nero, insieme ai parenti, ai genitori e al fratello minore. Un momento di dolore e commozione per una ragazza la cui vita è stata spezzata improvvisamente, mentre si stava recando alla stazione per fare una sorpresa al fidanzato.
Ad accompagnare Benedetta nel suo ultimo viaggio una bara chiara, circondata da numerosi fiori bianchi. Tra gli omaggi anche un orsacchiotto rosso con un cuore, accanto a una lettera legata ai piccoli fiori: simboli dell’affetto e dei legami che la giovane aveva costruito con la sua famiglia e con gli amici.
Durante l’omelia, il parroco Sandro Quarta ha cercato di dare voce allo smarrimento di fronte a una tragedia così assurda e difficile da comprendere.
«Se adesso ci vogliamo chiedere perché, nessuno di noi avrà mai una risposta», ha detto il sacerdote, rivolgendosi poi in particolare agli amici di Benedetta: «Benedetta vi passa il testimone e vi dice: preservate la vita e coltivate i sogni».
Parole che hanno accompagnato il momento dell’addio e che hanno richiamato i giovani presenti alla necessità di continuare a vivere pienamente, custodendo i propri progetti e i propri sogni, nel ricordo di Benedetta.
Il dolore della famiglia e degli amici si è così raccolto questa mattina attorno alla bara della 17enne, mentre a Lecce resta lo sgomento per una tragedia che ha interrotto troppo presto la vita di una ragazza di appena 17 anni.
Nella parrocchia di San Sabino, a Lecce, si sono stretti attorno alla famiglia gli amici della giovane, arrivati tutti vestiti di nero, insieme ai parenti, ai genitori e al fratello minore. Un momento di dolore e commozione per una ragazza la cui vita è stata spezzata improvvisamente, mentre si stava recando alla stazione per fare una sorpresa al fidanzato.
Ad accompagnare Benedetta nel suo ultimo viaggio una bara chiara, circondata da numerosi fiori bianchi. Tra gli omaggi anche un orsacchiotto rosso con un cuore, accanto a una lettera legata ai piccoli fiori: simboli dell’affetto e dei legami che la giovane aveva costruito con la sua famiglia e con gli amici.
Durante l’omelia, il parroco Sandro Quarta ha cercato di dare voce allo smarrimento di fronte a una tragedia così assurda e difficile da comprendere.
«Se adesso ci vogliamo chiedere perché, nessuno di noi avrà mai una risposta», ha detto il sacerdote, rivolgendosi poi in particolare agli amici di Benedetta: «Benedetta vi passa il testimone e vi dice: preservate la vita e coltivate i sogni».
Parole che hanno accompagnato il momento dell’addio e che hanno richiamato i giovani presenti alla necessità di continuare a vivere pienamente, custodendo i propri progetti e i propri sogni, nel ricordo di Benedetta.
Il dolore della famiglia e degli amici si è così raccolto questa mattina attorno alla bara della 17enne, mentre a Lecce resta lo sgomento per una tragedia che ha interrotto troppo presto la vita di una ragazza di appena 17 anni.
