Meeting di Rimini 2026, 'L’amor che move il sole e l’altre stelle': al via oggi la 47esima edizione
Dal 21 al 26 agosto la Fiera di Rimini ospita la 47esima edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli. Un appuntamento dedicato al dialogo, alla cultura, alla pace e alle grandi domande del nostro tempo
RIMINI – Si apre oggi, 21 agosto 2026, la 47esima edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli, uno degli appuntamenti culturali e internazionali più importanti dell’estate italiana. La manifestazione proseguirà fino al 26 agosto alla Fiera di Rimini, chiamando a raccolta personalità del mondo della cultura, della politica, dell'economia, della scienza, dell'educazione e della società civile.
Il titolo scelto per l'edizione 2026 è una delle frasi più celebri della letteratura italiana: «L’amor che move il sole e l’altre stelle», l’ultimo verso della Divina Commedia di Dante Alighieri.
Non una semplice citazione letteraria, dunque, ma una domanda rivolta direttamente al presente. In un’epoca segnata da guerre, divisioni, solitudine, trasformazioni tecnologiche e profonde incertezze sociali, il Meeting propone di interrogarsi su quella forza capace di attrarre, unire e armonizzare ciò che appare frammentato.
Dante e la sfida del presente
Il tema dell'edizione nasce dalla convinzione che le parole di Dante possano ancora parlare al mondo contemporaneo. L’amore evocato nell’ultimo verso del Paradiso diventa così una chiave per cercare di comprendere la realtà e per domandarsi se, dietro il caos e le contraddizioni del presente, sia possibile riconoscere un bene capace di orientare la storia e l’esistenza delle persone.
Il presidente del Meeting, Bernhard Scholz, ha sottolineato come il titolo rappresenti l'occasione per riscoprire «l’origine e il destino del mondo che ci è affidato e della nostra stessa esistenza».
Una prospettiva che mette al centro anche la libertà dell’uomo: un amore che non si impone, ma che sostiene la libertà e la rende capace di generare qualcosa di nuovo.
Dalla frammentazione alla condivisione
Uno dei grandi temi al centro del Meeting 2026 è quindi la possibilità di trasformare la frammentazione in incontro e condivisione.
La domanda riguarda concretamente il futuro delle nostre società: è possibile costruire nuove forme di socialità? È possibile educare al dialogo in un mondo sempre più polarizzato? E ancora: tecnologia, economia e politica possono essere orientate verso una maggiore attenzione alle esigenze reali della persona?
Sono interrogativi che attraversano la vita quotidiana e che il Meeting vuole affrontare attraverso incontri, dibattiti, testimonianze, mostre, spettacoli e momenti di confronto.
Un laboratorio di idee
Dal 21 al 26 agosto Rimini torna così a essere un grande laboratorio internazionale di idee. Il Meeting non si limita infatti a proporre una riflessione teorica, ma cerca di mettere in dialogo esperienze e punti di vista differenti, partendo dalla convinzione che il confronto possa diventare uno strumento per affrontare le sfide del presente.
Pace, educazione, cultura, innovazione, economia, politica, tecnologia e futuro diventano alcuni dei terreni sui quali misurarsi per capire come costruire una società più capace di riconoscere il valore dell’altro.
In questo senso, il verso di Dante assume un significato particolarmente attuale: ciò che muove il mondo non viene presentato come una forza astratta, ma come una possibilità concreta di relazione, apertura e costruzione.
Un nuovo inizio
La 47esima edizione del Meeting di Rimini invita quindi a guardare oltre le divisioni del presente. Il messaggio che arriva dal titolo scelto è quello di una ricerca: capire se l’amore, inteso come forza capace di generare relazione, responsabilità e bene comune, possa ancora rappresentare una risposta alle inquietudini del nostro tempo.
L’ultimo verso della Divina Commedia diventa così anche una promessa: un nuovo inizio è possibile.
E proprio da Rimini, fino al 26 agosto, questa domanda attraverserà incontri, testimonianze e momenti di confronto, mettendo al centro una delle questioni più profonde dell’uomo contemporaneo: che cosa può davvero muovere il mondo e dare un senso al futuro?
