Sanità, Gioia (Regione Puglia): 'Perrino di Brindisi, nessuna paralisi. Soli allarmismi strumentali, i dati smentiscono le ricostruzioni'


Il consigliere regionale della Puglia replica alle dichiarazioni dell'opposizione e chiarisce la dinamica dell'iperafflusso del 13 agosto: «Procedura di emergenza attivata ed efficacia provata: situazione rientrata in poco più di un’ora. Rispetto per il lavoro degli operatori».

BRINDISI – Nessuna paralisi, nessun “caos totale” e nessuna interruzione dei servizi all’ospedale “Perrino” di Brindisi. A ristabilire la realtà dei facts sulla situazione del Pronto Soccorso è il consigliere regionale della Puglia, Tommaso Gioia, che risponde fermamente alle ricostruzioni e alle richieste di commissariamento avanzate dalle opposizioni.

«Di fronte alle consuete dichiarazioni ad orologeria che rischiano di generare allarme tra i cittadini e di strumentalizzare il lavoro dei nostri ospedali per finalità politiche, è necessario ristabilire la verità dei fatti con dati chiari e trasparenti», esordisce il consigliere Tommaso Gioia.

«Le dichiarazioni del consigliere regionale Luigi Caroli – prosegue Gioia – descrivono, ancora una volta, una realtà che non corrisponde ai fatti. Parlare di “caos totale” e arrivare a invocare il commissariamento della ASL di Brindisi per un episodio temporaneo di iperafflusso, affrontato attraverso le procedure previste, significa alimentare inutilmente la preoccupazione dei cittadini e danneggiare l’immagine di un presidio nel quale ogni giorno centinaia di professionisti garantiscono assistenza».

La ricostruzione dei fatti: sovrappressione gestita in poco più di un'ora

Nel pomeriggio del 13 agosto, la concomitanza di due emergenze ad altissima complessità e un significativo picco di accessi diretti ha determinato una temporanea pressione sul Pronto Soccorso. La Direzione medica di Presidio ha tempestivamente attivato la procedura prevista per la gestione dell’iperafflusso, proprio allo scopo di garantire la sicurezza delle cure e la priorità ai pazienti più gravi.
Le misure adottate hanno consentito, nel giro di poco più di un’ora, il pieno ripristino della normale operatività.

I numeri del Pronto Soccorso (ore 16:00)

I dati fotografati alle ore 16.00 evidenziano l'effettiva erogazione dei servizi e la corretta gestione dei flussi:
- Pazienti in attesa: 79 persone complessive, delle quali 74 classificate con codici a minore priorità (57 verdi, 9 azzurri e 8 bianchi). Soltanto 5 registrati come codici arancioni;
- Pazienti in carico: 54 persone contemporaneamente già in fase di visita e trattamento;
- Gestione delle priorità: L'organizzazione ha consentito di concentrare l’assistenza sui pazienti a maggiore gravità;
- Presidio del personale nei turni: Nonostante il periodo feriale e l'aumento della popolazione legato alle presenze turistiche, operativi 3 medici, fino a 11 infermieri, oltre ad OSS e personale ausiliario Sanitaservice;
- Rete 118: Nelle sole prime 16 ore della giornata, la Centrale Operativa aveva già gestito 117 richieste di soccorso e 98 emergenze, distribuendo gli interventi sull’intera rete provinciale.

"Rispetto per il personale, basta strumentalizzazioni"

«Questi sono i fatti», dichiara Gioia. «Le criticità possono e devono essere segnalate e affrontate, ma altra cosa è trasformare un episodio temporaneo, gestito secondo le procedure previste, nella rappresentazione di un ospedale allo sbando.
Soprattutto, dobbiamo rispetto ai medici, agli infermieri, agli OSS, agli operatori del 118 e a tutto il personale che anche in queste difficili giornate di agosto continua a garantire assistenza alla popolazione. Ringraziare i lavoratori con una mano e infangare l’ospedale nel quale operano con l’altra non significa difendere la sanità. È solo strumentalizzazione politica».

L'appello ai cittadini e l'impegno istituzionale

«Ai cittadini diciamo di rivolgersi con fiducia al Pronto Soccorso quando existe una reale urgenza, ma chiediamo anche un utilizzo responsabile del servizio: evitare accessi impropri o per condizioni a bassa priorità significa ridurre i tempi di attesa e permettere ai professionisti di concentrare risorse ed energie su chi ha maggiore bisogno.
La ASL e la Direzione sanitaria continueranno, come è loro compito, a monitorare i flussi e ad adottare tutte le misure organizzative necessarie. Alle urla e agli allarmismi rispondiamo con i dati. Alla propaganda rispondiamo con i fatti e con il lavoro quotidiano di chi tiene in piedi la nostra sanità», conclude il consigliere regionale Tommaso Gioia.