TARI, aumenti evitabili ad Ostuni: più tasse e meno servizi dopo la caduta dell’Amministrazione
OSTUNI (BR) - "Prendiamo atto dell’aumento medio di circa il 6% delle tariffe TARI approvate dal Commissario straordinario, che oggi viene presentato come inevitabile, ma che inevitabile non era. Prima che l’Amministrazione fosse fatta cadere, stavamo lavorando a una strategia precisa per tutelare le famiglie e le attività economiche: destinare circa un milione di euro dei proventi dell’imposta di soggiorno alla copertura dei costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, così da contenere l’incidenza della TARI sugli ostunesi. Una scelta fondata su un principio semplice: una parte rilevante della produzione dei rifiuti è legata ai flussi turistici ed è quindi giusto che una quota significativa delle risorse generate dal turismo venga utilizzata per sostenere i maggiori costi del servizio di igiene urbana, evitando che ricadano interamente sui residenti e sulle imprese della città. Era la stessa linea seguita nel 2025, quando l’utilizzo di una parte consistente dell’imposta di soggiorno aveva consentito di non aumentare le tariffe per le utenze domestiche e non domestiche. Il percorso che avevamo avviato non si limitava, però, all’utilizzo dell’imposta di soggiorno. L’Ufficio Tributi era impegnato in un’attività di recupero dell’evasione e dell’elusione, finalizzata a individuare le utenze non correttamente dichiarate e a riclassificare le abitazioni che, pur risultando formalmente come normali utenze domestiche, venivano in realtà utilizzate come strutture turistiche e ricettive. Un’operazione necessaria per garantire maggiore equità: chi produce più rifiuti, anche in ragione dello svolgimento di un’attività economica legata al turismo, deve contribuire correttamente ai costi del servizio. Il recupero di queste risorse avrebbe permesso di ampliare la base imponibile e di ridurre il peso della TARI sui cittadini che già pagano regolarmente. Parallelamente, con l’approvazione del rendiconto, avevamo previsto di utilizzare una quota dell’avanzo libero per finanziare alcune spese comunali. In questo modo avremmo liberato ulteriori entrate dell’imposta di soggiorno, rendendole disponibili per la copertura del servizio rifiuti e per il contenimento delle tariffe. Non si trattava quindi di una semplice dichiarazione di intenti, ma di un percorso amministrativo concreto, fondato su più interventi coordinati: utilizzo di circa un milione di euro dell’imposta di soggiorno; applicazione dell’avanzo libero per liberare ulteriori risorse; recupero dell’evasione TARI; riclassificazione delle utenze relative agli immobili utilizzati come strutture turistiche e ricettive. Il Commissario ha invece destinato alla TARI soltanto circa 500.000 euro dell’imposta di soggiorno, determinando un aumento medio delle tariffe di circa il 6%. In altri termini, si è scelto di chiedere più soldi direttamente ai cittadini e alle imprese, anziché utilizzare maggiormente le risorse provenienti dal turismo e proseguire il lavoro di ampliamento e riequilibrio della base contributiva. La responsabilità politica di questo risultato ricade anche su chi ha determinato anticipatamente la fine dell’Amministrazione comunale, interrompendo un percorso amministrativo già avviato e consegnando la città a una gestione commissariale. Al danno economico si aggiunge un dato ancora più grave: i cittadini pagheranno una TARI più alta mentre la città appare più sporca e alcuni servizi vengono ridimensionati. Tra questi vi è il servizio di spazzamento meccanizzato con divieto temporaneo di sosta, introdotto dall’Amministrazione Pomes per consentire finalmente la pulizia e il lavaggio completo delle strade. Quella sperimentazione, che stava producendo risultati visibili e avrebbe dovuto essere progressivamente estesa, è stata immotivatamente interrotta dalla gestione commissariale. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: più tasse, meno servizi e una città meno pulita. Non accettiamo che l’aumento della TARI venga raccontato come una conseguenza ineluttabile. È il risultato di scelte precise e di priorità differenti da quelle che avevamo assunto davanti alla città. Chi ha fatto cadere l’Amministrazione si è assunto una responsabilità politica enorme. Oggi i primi effetti di quella scelta arrivano direttamente nelle tasche degli ostunesi".
Hanno dichiarato, in una nota stampa, le forze politiche della coalizione a sostegno di Angelo Pomes Partito Democratico di Ostuni, Insieme per Pomes, Ostuni è viva, Prossima e Consenso Civico.
