Trasporto pubblico locale, Piemontese: “Il Governo mette a rischio un servizio essenziale con un blitz estivo”
BARI - L’assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Puglia Raffaele Piemontese attacca la proposta del Governo sulla riforma del finanziamento del trasporto pubblico locale e annuncia l’opposizione delle Regioni con ogni strumento disponibile.
«Presentare la sera un emendamento destinato a stravolgere dal giorno dopo il sistema di finanziamento del trasporto pubblico locale, senza alcun confronto con le Regioni, è un metodo inaccettabile», ha dichiarato Piemontese intervenendo nella Commissione nazionale Infrastrutture, Mobilità e Governo del Territorio della Conferenza delle Regioni.
Secondo l’assessore pugliese, il provvedimento rischierebbe di compromettere la stabilità del servizio pubblico, introducendo dal 2027 un nuovo sistema basato sulla fiscalità regionale con la prevista soppressione del Fondo nazionale per il trasporto pubblico locale.
“Mancano garanzie sulle risorse”
Piemontese contesta l’assenza di criteri chiari per la distribuzione delle risorse e la mancanza di una definizione certa del fabbisogno finanziario.
«Non sono stati definiti i criteri di riparto delle risorse, una quantificazione certa del fabbisogno e non c’è alcuna garanzia che quelle entrate restino realmente destinate al trasporto pubblico», ha spiegato.
Una situazione che, secondo l’assessore, arriva in una fase particolarmente delicata, con le Regioni impegnate a fronteggiare l’aumento dei costi del servizio, il rinnovo del contratto nazionale degli autoferrotranvieri e gli investimenti per migliorare la qualità del trasporto.
Critiche al fondo perequativo
Tra le principali preoccupazioni evidenziate dalla Regione Puglia c’è anche la dimensione del fondo perequativo previsto, pari a circa 50 milioni di euro.
«È uno strumento del tutto insufficiente rispetto a un sistema che oggi vale circa 5 miliardi di euro. Una perequazione di queste dimensioni non potrà mai compensare gli squilibri territoriali», ha affermato Piemontese.
Secondo l’assessore, il rischio è che il nuovo modello finisca per trasferire sulle Regioni il peso economico del trasporto pubblico senza un sistema di garanzie adeguato.
“Non è uno scontro politico”
Piemontese sottolinea inoltre che la contrarietà al provvedimento sarebbe condivisa da tutte le Regioni, indipendentemente dal colore politico delle amministrazioni.
«Non è uno scontro tra maggioranza e opposizione – ha detto – ma la difesa di un servizio pubblico essenziale. Tutte le Regioni hanno espresso fortissime preoccupazioni per un provvedimento arrivato all’ultimo momento, senza istruttoria tecnica e senza condivisione».
L’assessore ha definito la misura «un blitz di Ferragosto che non può essere accettato».
La richiesta delle Regioni
La posizione della Regione Puglia è quella di rinviare l’entrata in vigore della riforma fino alla definizione di elementi fondamentali come costi standard, Livelli Adeguati dei Servizi (LAS) e criteri trasparenti di ripartizione delle risorse.
«È indispensabile inoltre la definizione di una dinamica certa di incremento delle risorse attualmente garantite dal Fondo nazionale, per consentire regole certe, criteri trasparenti e una vera perequazione», ha concluso Piemontese.
«Diversamente ci opporremo con tutti gli strumenti istituzionali, politici e giuridici possibili, perché qui non è in discussione un capitolo di bilancio, ma la tenuta del trasporto pubblico locale e il diritto alla mobilità dei cittadini italiani».
