Aeroporto di Grottaglie, torna la sfida con Brindisi: ipotesi voli passeggeri e polemiche
BARI – L’annuncio sul futuro dell’aeroporto di Grottaglie riaccende una vecchia rivalità territoriale tra Taranto, Brindisi e Lecce. Al centro del confronto c’è il possibile rilancio dell’Arlotta anche per i voli passeggeri.
Venerdì, durante il Consiglio regionale, il presidente Michele Emiliano ha annunciato un avviso pubblico per sondare il mercato e verificare l’interesse di eventuali compagnie aeree ad attivare collegamenti civili da Grottaglie.
L’ipotesi prevede dodici voli alla settimana verso Roma e Milano Linate, con orari studiati per consentire anche l’andata e il ritorno nella stessa giornata. Si tratta, però, di un progetto ancora in fase preliminare: al momento non è stata individuata alcuna compagnia e nessun collegamento è stato assegnato.
Il giorno successivo, durante l’inaugurazione della Fiera del Levante, il presidente regionale Antonio Decaro è tornato sul rilancio dello scalo tarantino, annunciando per il 3 ottobre la partenza dei voli cargo. La prima destinazione sarà Istanbul, considerata un importante punto di accesso verso numerosi collegamenti internazionali, con particolare attenzione alle merci deperibili e all’agroalimentare pugliese.
L’obiettivo dichiarato è trasformare Grottaglie nel principale aeroporto cargo del Mezzogiorno.
È però l’ipotesi dei voli passeggeri ad aver alimentato il confronto politico e territoriale. Taranto rivendica da tempo il potenziamento dei collegamenti con il resto d’Italia, anche alla luce delle criticità sul fronte ferroviario. Dall’altra parte, Brindisi e Lecce guardano con preoccupazione alla possibilità che due aeroporti civili situati a poche decine di chilometri possano trovarsi a competere per passeggeri e risorse.
Il sindaco di Brindisi, Giuseppe Marchionna, ha definito l’ipotesi un’operazione propagandistica. Critiche sono arrivate anche dal centrodestra, mentre dal Pd brindisino è stata avanzata una controproposta: se Grottaglie deve puntare sul traffico passeggeri, secondo la posizione espressa dal partito, occorrerebbe valutare anche le potenzialità dell’aeroporto di Brindisi nel settore cargo.
Il confronto sul futuro degli scali pugliesi si intreccia così con una questione più ampia: individuare una strategia complessiva per distribuire traffico passeggeri e merci, evitando sovrapposizioni e valorizzando le diverse vocazioni degli aeroporti regionali.
