Ex Ilva, Borraccino: «2.500 licenziamenti mentre il Governo festeggia a Bari»


TARANTO
– «Mentre Taranto e gli operai dell’ex Ilva vivono ore drammatiche, segnate dall’arrivo delle 2.500 lettere di licenziamento destinate ai lavoratori dell’indotto, il Governo nazionale, a soli 89 chilometri, a Bari, festeggia la longevità del proprio mandato».

È l’accusa lanciata dal consigliere regionale pugliese Cosimo Borraccino, che interviene sulla crisi occupazionale legata all’ex Ilva e sulle procedure di licenziamento collettivo avviate da 28 aziende dell’indotto.

Per Borraccino, si tratta di una «contraddizione che pesa come un macigno sulle famiglie tarantine» e che dimostrerebbe, a suo giudizio, «l’incapacità dell’Esecutivo nazionale di guidare il Paese» di fronte a una crisi industriale, ambientale e sociale di portata nazionale.

«In un contesto segnato da una palese emergenza ambientale e sociale e dalla più grande crisi industriale dell’Italia repubblicana – sostiene Borraccino – l’Esecutivo nazionale dovrebbe esporre una posizione su come uscire da questo cul-de-sac».

Il consigliere regionale chiede un intervento diretto del Governo a tutela dei lavoratori e delle loro famiglie. «Dovrebbe interessarsi delle sorti degli operai e delle loro famiglie che, molto presto, dovranno fare i conti con una condizione di assoluta povertà», afferma.

Secondo Borraccino, invece, il Governo continuerebbe a non affrontare adeguatamente la questione: «Se si escludono infatti i Giochi del Mediterraneo, la presidente Meloni non si è mai fatta vedere a Taranto in quattro anni di Governo».

«Eppure – aggiunge – la crisi ambientale, occupazionale e sociale dell’ex Ilva, al momento del suo insediamento, era già nota».

Nel mirino del consigliere regionale finiscono anche le scelte industriali e occupazionali. «La responsabilità di un Governo si misura nei momenti più difficili. Ad oggi, possiamo affermare che non vi sono state dimostrazioni concrete da parte dell’Esecutivo di voler salvare le migliaia di famiglie coinvolte in quello che rappresenta un vero e proprio “massacro della forza lavoro”».

Borraccino sottolinea inoltre il possibile impatto della crisi sull'economia nazionale: «Tutto ciò avrà conseguenze devastanti per l’economia del Paese».

Da qui la richiesta di un cambio di passo: «Il Governo non può limitarsi a incontri di facciata: deve pronunciarsi, agire concretamente, mettere a disposizione risorse e garantire una prospettiva reale ai lavoratori a rischio».

La soluzione indicata passa, secondo Borraccino, dalla decarbonizzazione e dal rispetto delle prescrizioni ambientali. «Urge un intervento diretto che sia in grado di salvare l’intero gruppo attraverso la decarbonizzazione nel pieno rispetto delle prescrizioni ambientali».

Il consigliere regionale rivendica infine il sostegno del Partito Democratico alle vertenze dei lavoratori e ribadisce l'impegno della Regione Puglia.

«Il Partito Democratico si è recentemente espresso attraverso le dichiarazioni della segretaria Elly Schlein e del senatore Antonio Misiani, che condivido pienamente», afferma.

Borraccino conclude richiamando il tema del DRI (Direct Reduced Iron) e del percorso di decarbonizzazione: «Nel ruolo di consigliere regionale della Puglia, continuerò a difendere i lavoratori e a sostenere, come fatto sino a ora con il già presidente Michele Emiliano e ora con il presidente Antonio Decaro, la volontà di proseguire verso la realizzazione del DRI e il percorso di decarbonizzazione previsto dalle norme sulla riduzione degli agenti inquinanti, nel totale rispetto dell’ambiente e a tutela della salute».

«La Regione Puglia, come fatto in questi anni, non abbandonerà Taranto ad un cruento destino», conclude Borraccino.