FARM Festival 2026, dalla musica ai territori: l’edizione della responsabilità
PUTIGNANO – Si è conclusa la quattordicesima edizione del FARM Festival, che dal 16 al 30 agosto ha attraversato Putignano e Alberobello con sei appuntamenti differenti per formato, luoghi e pubblico, accomunati dalla parola “responsabilità” e dalla domanda «Di chi sono i nostri giorni?».
Più che sovrapporre un tema al programma, FARM ha utilizzato questa domanda per interrogare anche il proprio modo di fare festival: dalla scelta degli artisti all’utilizzo di tempo e risorse, dal rapporto con il pubblico al modo di vivere i luoghi, fino a ciò che può rimanere una volta terminato l’evento.
A Putignano, negli spazi dell’Ex Macello I MAKE, il programma si è aperto il 16 agosto con FARM Secret, la serata durante la quale il pubblico acquista il biglietto senza conoscere in anticipo la line-up. Dopo la presentazione de “Il Capitale Musicale” di Alberto “Bebo” Guidetti, si sono esibiti LACANA, MORAMA, SANTAMAREA e KABEAUSHÉ, con RAIS in chiusura.
Il 17 agosto è stata la volta del LITTLE FARM Festival, con Il Mago del Gelato, DDUMA e Amore Audio e il dj set di MARS. Il 18 agosto BREAKFARM – Esordi a colazione ha invece spostato l’ascolto alle nove del mattino, con quaranta posti disponibili, prenotazioni esaurite, una colazione curata da Martina Rubini e i set acustici di Salvatore Spadaro e Martina Primavera.
Negli stessi giorni l’Ex Macello ha ospitato anche short film e video d’artista nell’ambito di Sguardi sull’Arte, insieme a quattro realtà del territorio – Scuola Fatoma, Solidaria/SfruttaZero, LIPU Putignano e Difesa Fiume Tara – chiamate a raccontare esperienze e pratiche quotidiane legate a inclusione, tutela ambientale, lavoro, diritti e cittadinanza attiva.
La seconda parte del festival si è spostata ad Alberobello, nell’anno del trentennale del riconoscimento UNESCO dei Trulli. Qui il tema della responsabilità si è intrecciato con il rapporto tra cultura, territorio e turismo, ponendo l’interrogativo su come abitare uno dei luoghi più conosciuti e fotografati della Puglia senza trasformarlo semplicemente in una cartolina.
Il 23 agosto FARM KIDS ha trasformato l’Ex Conceria in uno spazio dedicato a bambini e famiglie, con laboratori, libri, letture, gioco, movimento e occasioni di incontro tra culture. A chiudere la giornata è stato lo spettacolo “Fragile - Maneggiare con cura” di Valentina Vecchio. Un programma pensato come parte integrante della proposta culturale del festival.
Il 29 agosto FARM GREEN è partito da Noci con “Tu chiamale Canzoni”, masterclass di songwriting con Giovanni Truppi realizzata insieme a BucoBum, ARCI U Capòne, Dischi Uappissimi e FARM Festival. Sedici cantautori e cantautrici hanno lavorato sui propri brani. Lumen e Luigi, selezionati durante la mattinata, hanno poi aperto la parte musicale al Bosco Selva.
Passeggiate etnobotaniche, natura, parole e musica hanno accompagnato il pubblico fino al dialogo tra Giovanni Truppi e Checco Curci e allo spettacolo “La lunga fiaba di sabbia”, che mette in relazione Pasolini, Calvino, racconto e canzone.
Il 30 agosto, davanti al Trullo Sovrano, FARM EXPERIENCE ha chiuso la quattordicesima edizione con “L’ESSENZIALE – Ingredienti, preparazioni, nuovi racconti del Sud”. Guidati da Nick Difino, Gianvito Matarrese di EVO, Francesco Leone di Res Lab, Francesco e Vincenzo Montaruli di Cucina Villana e Denise Di Summa di Forno Forte Forte hanno utilizzato ricette, ingredienti, tecniche e memorie come punto di partenza per riflettere su cosa conservare di una tradizione e su come trasformarla senza ridurla a folklore.
La serata si è conclusa con il concerto acustico di Lumiero, seguito e cantato da un pubblico numeroso e partecipe.
Al centro del bilancio finale non ci sono però soltanto gli appuntamenti realizzati. Nel carosello conclusivo pubblicato sui canali del FARM, il festival è tornato alla domanda iniziale: perché continuare a fare un festival in un territorio già ricco di eventi?
Nel corso degli anni FARM è diventato anche uno spazio per interrogarsi sul presente. La musica resta centrale, ma attorno ad essa ruotano questioni legate al modo di lavorare, al tempo dedicato alle attività, ai luoghi abitati, al turismo, all’economia della cultura e alle scelte su ciò che merita di essere ascoltato.
Parlare di responsabilità ha significato quindi applicare la stessa domanda al festival, dalla distribuzione del lavoro all’utilizzo delle risorse, dalla sostenibilità economica alla capacità di far durare ciò che viene costruito.
FARM 2026 ha chiuso economicamente in positivo, un risultato che consentirà di riconoscere meglio una parte del lavoro svolto e di contribuire alla vita dell’Ex Macello nei mesi successivi. Per il festival, la sostenibilità non riguarda soltanto la possibilità di organizzare una nuova edizione, ma anche quella di lasciare qualcosa che continui a esistere quando il palco è stato smontato.
L’edizione 2026 ha inoltre coinvolto ragazzi e ragazze molto giovani nelle attività organizzative e produttive, facendo emergere allo stesso tempo processi da correggere e aspetti da ripensare. In questa prospettiva, parole come cura, comunità, sostenibilità e presenza diventano pratiche da verificare nel tempo, più che formule con cui raccontare un evento.
«Di chi sono i nostri giorni?»
La domanda con cui FARM ha accompagnato la sua quattordicesima edizione resta così aperta, affidata a chi quei giorni sceglie di viverli e prendersene cura.
Più che sovrapporre un tema al programma, FARM ha utilizzato questa domanda per interrogare anche il proprio modo di fare festival: dalla scelta degli artisti all’utilizzo di tempo e risorse, dal rapporto con il pubblico al modo di vivere i luoghi, fino a ciò che può rimanere una volta terminato l’evento.
A Putignano, negli spazi dell’Ex Macello I MAKE, il programma si è aperto il 16 agosto con FARM Secret, la serata durante la quale il pubblico acquista il biglietto senza conoscere in anticipo la line-up. Dopo la presentazione de “Il Capitale Musicale” di Alberto “Bebo” Guidetti, si sono esibiti LACANA, MORAMA, SANTAMAREA e KABEAUSHÉ, con RAIS in chiusura.
Il 17 agosto è stata la volta del LITTLE FARM Festival, con Il Mago del Gelato, DDUMA e Amore Audio e il dj set di MARS. Il 18 agosto BREAKFARM – Esordi a colazione ha invece spostato l’ascolto alle nove del mattino, con quaranta posti disponibili, prenotazioni esaurite, una colazione curata da Martina Rubini e i set acustici di Salvatore Spadaro e Martina Primavera.
Negli stessi giorni l’Ex Macello ha ospitato anche short film e video d’artista nell’ambito di Sguardi sull’Arte, insieme a quattro realtà del territorio – Scuola Fatoma, Solidaria/SfruttaZero, LIPU Putignano e Difesa Fiume Tara – chiamate a raccontare esperienze e pratiche quotidiane legate a inclusione, tutela ambientale, lavoro, diritti e cittadinanza attiva.
La seconda parte del festival si è spostata ad Alberobello, nell’anno del trentennale del riconoscimento UNESCO dei Trulli. Qui il tema della responsabilità si è intrecciato con il rapporto tra cultura, territorio e turismo, ponendo l’interrogativo su come abitare uno dei luoghi più conosciuti e fotografati della Puglia senza trasformarlo semplicemente in una cartolina.
Il 23 agosto FARM KIDS ha trasformato l’Ex Conceria in uno spazio dedicato a bambini e famiglie, con laboratori, libri, letture, gioco, movimento e occasioni di incontro tra culture. A chiudere la giornata è stato lo spettacolo “Fragile - Maneggiare con cura” di Valentina Vecchio. Un programma pensato come parte integrante della proposta culturale del festival.
Il 29 agosto FARM GREEN è partito da Noci con “Tu chiamale Canzoni”, masterclass di songwriting con Giovanni Truppi realizzata insieme a BucoBum, ARCI U Capòne, Dischi Uappissimi e FARM Festival. Sedici cantautori e cantautrici hanno lavorato sui propri brani. Lumen e Luigi, selezionati durante la mattinata, hanno poi aperto la parte musicale al Bosco Selva.
Passeggiate etnobotaniche, natura, parole e musica hanno accompagnato il pubblico fino al dialogo tra Giovanni Truppi e Checco Curci e allo spettacolo “La lunga fiaba di sabbia”, che mette in relazione Pasolini, Calvino, racconto e canzone.
Il 30 agosto, davanti al Trullo Sovrano, FARM EXPERIENCE ha chiuso la quattordicesima edizione con “L’ESSENZIALE – Ingredienti, preparazioni, nuovi racconti del Sud”. Guidati da Nick Difino, Gianvito Matarrese di EVO, Francesco Leone di Res Lab, Francesco e Vincenzo Montaruli di Cucina Villana e Denise Di Summa di Forno Forte Forte hanno utilizzato ricette, ingredienti, tecniche e memorie come punto di partenza per riflettere su cosa conservare di una tradizione e su come trasformarla senza ridurla a folklore.
La serata si è conclusa con il concerto acustico di Lumiero, seguito e cantato da un pubblico numeroso e partecipe.
Al centro del bilancio finale non ci sono però soltanto gli appuntamenti realizzati. Nel carosello conclusivo pubblicato sui canali del FARM, il festival è tornato alla domanda iniziale: perché continuare a fare un festival in un territorio già ricco di eventi?
Nel corso degli anni FARM è diventato anche uno spazio per interrogarsi sul presente. La musica resta centrale, ma attorno ad essa ruotano questioni legate al modo di lavorare, al tempo dedicato alle attività, ai luoghi abitati, al turismo, all’economia della cultura e alle scelte su ciò che merita di essere ascoltato.
Parlare di responsabilità ha significato quindi applicare la stessa domanda al festival, dalla distribuzione del lavoro all’utilizzo delle risorse, dalla sostenibilità economica alla capacità di far durare ciò che viene costruito.
FARM 2026 ha chiuso economicamente in positivo, un risultato che consentirà di riconoscere meglio una parte del lavoro svolto e di contribuire alla vita dell’Ex Macello nei mesi successivi. Per il festival, la sostenibilità non riguarda soltanto la possibilità di organizzare una nuova edizione, ma anche quella di lasciare qualcosa che continui a esistere quando il palco è stato smontato.
L’edizione 2026 ha inoltre coinvolto ragazzi e ragazze molto giovani nelle attività organizzative e produttive, facendo emergere allo stesso tempo processi da correggere e aspetti da ripensare. In questa prospettiva, parole come cura, comunità, sostenibilità e presenza diventano pratiche da verificare nel tempo, più che formule con cui raccontare un evento.
«Di chi sono i nostri giorni?»
La domanda con cui FARM ha accompagnato la sua quattordicesima edizione resta così aperta, affidata a chi quei giorni sceglie di viverli e prendersene cura.
