Kyma Ambiente, Lazzàro (FdI) porta la nomina di Nacci all’ANAC: «Verificare incompatibilità e trasparenza»


TARANTO
– Il consigliere comunale di opposizione Luca Lazzàro (Fratelli d’Italia) ha presentato una formale segnalazione all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) sulla nomina dell’ingegner Gaetano Nacci ad Amministratore Unico di Kyma Ambiente S.p.A., avvenuta il 29 luglio 2026.

L’iniziativa, spiega Lazzàro, nasce dall’esercizio delle prerogative di controllo dell’opposizione e punta a fare chiarezza sulla gestione della principale società partecipata del Comune di Taranto, che attraversa una fase di forte difficoltà finanziaria, con debiti superiori ai 43 milioni di euro.

Secondo la documentazione camerale acquisita dal consigliere, al momento della nomina Nacci avrebbe già ricoperto incarichi di vertice in altre società attive nel settore della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, in Puglia e nel territorio tarantino. Per Lazzàro, la circostanza rende necessario verificare l’eventuale presenza di situazioni di incompatibilità o di potenziale conflitto e la corretta applicazione delle norme in materia di inconferibilità e incompatibilità.

«Non stiamo affermando l’esistenza di un conflitto di interessi, ma chiediamo all’ANAC di fare chiarezza su circostanze oggettive che appaiono meritevoli di verifica», dichiara Lazzàro. «È necessario accertare se queste circostanze siano state compiutamente dichiarate e valutate prima della nomina e se siano state effettuate tutte le verifiche previste dalla normativa».

Un secondo elemento sollevato dal consigliere riguarda l’accesso agli atti. Lazzàro aveva presentato una richiesta ai sensi dell’articolo 43 del Testo unico degli enti locali per acquisire la documentazione relativa alla nomina, ma, a distanza di settimane, sostiene di non aver ricevuto risposta da Kyma Ambiente.

La questione, secondo quanto riferito dal consigliere, è stata oggetto anche di un sollecito da parte del Segretario generale del Comune di Taranto, che avrebbe invitato la società a garantire il tempestivo esercizio delle prerogative riconosciute ai consiglieri comunali, rilevando l’assenza, allo stato, di un riscontro alla richiesta.

«Per un consigliere di opposizione, non poter accedere agli atti su una nomina così delicata è un segnale preoccupante», afferma Lazzàro. «La trasparenza non può essere un optional, soprattutto quando si tratta di nominare i vertici di una partecipata che gestisce un servizio pubblico essenziale e che versa in condizioni finanziarie critiche».

Nella segnalazione all’ANAC, il consigliere chiede quindi di verificare l’eventuale sussistenza di cause di inconferibilità o incompatibilità, la completezza delle dichiarazioni rese da Nacci, le ulteriori cariche societarie contemporaneamente ricoperte e l’eventuale esistenza di rapporti economici o commerciali tra Kyma Ambiente e le società nelle quali l’ingegnere ricopre incarichi.

Lazzàro sollecita inoltre verifiche sull’adeguatezza dell’istruttoria preventiva e sulla regolarità del procedimento di individuazione e conferimento dell’incarico.

«La nostra è un’azione di controllo istituzionale, non un’accusa preventiva», conclude il consigliere di Fratelli d’Italia. «Ma in un momento delicato come questo, con Kyma Ambiente in crisi e sotto procedura di risanamento, l’opposizione non può e non deve restare a guardare. L’ANAC faccia luce su questa vicenda e restituisca ai tarantini la certezza che le regole vengono rispettate».