Ruvo, blackout al PTA: Scatigna (FdI), «Due interruzioni in pochi giorni sono intollerabili»
La denuncia del consigliere di Fratelli d’Italia: «A rischio l’assistenza ai pazienti dializzati e le prestazioni che richiedono apparecchiature elettriche. Decaro e Pentassuglia intervengano con urgenza»
RUVO DI PUGLIA – Due interruzioni della fornitura elettrica nel giro di pochi giorni al Presidio Territoriale Assistenziale di Ruvo di Puglia accendono i riflettori sulla continuità dell’assistenza sanitaria. A sollevare il caso è Scatigna di Fratelli d’Italia, che chiede un intervento urgente da parte dei vertici regionali della sanità.
Secondo quanto riferito dal consigliere, i blackout avrebbero provocato «inconvenienti notevolissimi», arrivando a rendere impossibile garantire l'assistenza ai pazienti dializzati e lo svolgimento di alcune prestazioni che necessitano di apparecchiature collegate alla rete elettrica.
«Due interruzioni in pochi giorni sono intollerabili e mettono a rischio i pazienti», sostiene Scatigna, che punta l’attenzione soprattutto sulla tutela delle persone più fragili che quotidianamente fanno riferimento al presidio.
«Vergognoso non poter salvaguardare tutti quei soggetti fragili che vivono quotidianamente il presidio – afferma – e immorale non verificare periodicamente lo stato dei gruppi elettrogeni o generatori al fine di assicurare continuità assistenziale».
Per fare chiarezza sulla vicenda, Scatigna ha quindi inoltrato una richiesta di audizione urgente. Nel mirino ci sono il presidente della Regione Antonio Decaro, l’assessore regionale alla Sanità Raffaele Piemontese Pentassuglia, il direttore del Dipartimento Salute Vito Montanaro e il direttore del PTA di Ruvo, Giorgio Saponaro.
L’obiettivo dell’audizione è conoscere quali misure si intendano adottare per evitare il ripetersi di nuovi blackout e quali protocolli siano previsti per garantire la continuità dell’assistenza in caso di interruzione della corrente.
Scatigna chiede inoltre di comprendere «l’effettiva operatività dei sistemi di alimentazione elettrica di emergenza», verificando dunque la funzionalità dei gruppi elettrogeni e degli altri dispositivi destinati a garantire l'alimentazione delle apparecchiature sanitarie in caso di emergenza.
La vicenda pone così l’attenzione sulla necessità di assicurare la piena continuità dei servizi sanitari, soprattutto in una struttura frequentata da pazienti fragili e da persone che necessitano di trattamenti e prestazioni non interrompibili.