Taranto 2026 da record: l’Italia domina i Giochi della rinascita
TARANTO - I Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026 vanno in archivio come l’edizione dei record, lasciando in eredità un trionfo sportivo senza precedenti e una forte spinta di riscatto urbano. Tra spettacoli pirotecnici, le note di Modugno e la promessa di un futuro nuovo, la città ionica ha dismesso per due settimane il peso dell'industria pesante per riappropriarsi del suo ruolo di capitale della Magna Grecia.
I numeri del dominio azzurro
Sul piano agonistico la manifestazione si è trasformata in un vero e proprio monologo della spedizione italiana. I 500 atleti azzurri hanno monopolizzato il podio in quasi tutte le 33 discipline, distaccando nettamente la concorrenza e frantumando il precedente record di Bari 1997, che era di 193 podi. L'Italia ha chiuso al primo posto del medagliere con 224 medaglie complessive, di cui 74 ori, 78 argenti e 72 bronzi, doppiando la Turchia, seconda a quota 111, e la Grecia, terza con 71 affermazioni.
Tra i simboli di questa edizione spiccano l'oro della tarantina Benedetta Pilato nel nuoto e il trionfo di Gianmarco Tamberi nel salto in alto, venuto a Taranto per conquistare l'unico titolo che ancora mancava al suo ricchissimo palmarès. A chiudere in bellezza la spedizione azzurra è stato il Settebello guidato da Sandro Campagna, vittorioso in finale contro il Montenegro.
Un'eredità da tutelare
Il vero banco di prova per il territorio comincia adesso. Il lascito strutturale della manifestazione comprende ben 41 impianti nuovi o riqualificati, tra cui spiccano il nuovo stadio Erasmo Iacovone, abilitato per la Champions League, e lo stadio del Nuoto Torre d'Ayala, con le sue vasche olimpioniche affacciate sul mare.
Per evitare il rischio che le strutture diventino cattedrali nel deserto, il passaggio dalla gestione commissariale a quella dei Comuni prevede una fase di affiancamento fino all'inizio del nuovo anno. Il commissario Massimo Ferrarese ha annunciato un risparmio di 3 milioni di euro, chiedendo al Governo di poterne destinare i fondi alla manutenzione degli impianti. Con il sostegno garantito dal ministro dello Sport Andrea Abodi, Taranto saluta i Giochi e passa il testimone a Pristina per il 2030, pronta a scrivere una nuova pagina per il proprio futuro.
I numeri del dominio azzurro
Sul piano agonistico la manifestazione si è trasformata in un vero e proprio monologo della spedizione italiana. I 500 atleti azzurri hanno monopolizzato il podio in quasi tutte le 33 discipline, distaccando nettamente la concorrenza e frantumando il precedente record di Bari 1997, che era di 193 podi. L'Italia ha chiuso al primo posto del medagliere con 224 medaglie complessive, di cui 74 ori, 78 argenti e 72 bronzi, doppiando la Turchia, seconda a quota 111, e la Grecia, terza con 71 affermazioni.
Tra i simboli di questa edizione spiccano l'oro della tarantina Benedetta Pilato nel nuoto e il trionfo di Gianmarco Tamberi nel salto in alto, venuto a Taranto per conquistare l'unico titolo che ancora mancava al suo ricchissimo palmarès. A chiudere in bellezza la spedizione azzurra è stato il Settebello guidato da Sandro Campagna, vittorioso in finale contro il Montenegro.
Un'eredità da tutelare
Il vero banco di prova per il territorio comincia adesso. Il lascito strutturale della manifestazione comprende ben 41 impianti nuovi o riqualificati, tra cui spiccano il nuovo stadio Erasmo Iacovone, abilitato per la Champions League, e lo stadio del Nuoto Torre d'Ayala, con le sue vasche olimpioniche affacciate sul mare.
Per evitare il rischio che le strutture diventino cattedrali nel deserto, il passaggio dalla gestione commissariale a quella dei Comuni prevede una fase di affiancamento fino all'inizio del nuovo anno. Il commissario Massimo Ferrarese ha annunciato un risparmio di 3 milioni di euro, chiedendo al Governo di poterne destinare i fondi alla manutenzione degli impianti. Con il sostegno garantito dal ministro dello Sport Andrea Abodi, Taranto saluta i Giochi e passa il testimone a Pristina per il 2030, pronta a scrivere una nuova pagina per il proprio futuro.
