Ilva: "Tutto rimasto a 100 anni fa"
TARANTO. Sull'aumento di malattie e tumori a Taranto indicato nel rapporto 'Sentieri' c'e' ''qualche sospetto'' che possa essere legato anche alla catena alimentare.
Lo ha sostenuto il ministro Corrado Clini, alla presentazione della relazione sull'Ilva della Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti. ''Ho qualche sospetto che molto abbia a che fare - ha aggiunto Clini - con l'inquinamento della catena alimentare determinato dall'accumulo in decenni di sostanze tossiche pericolose''.
COMMISSIONE ECOMAFIE: INERTI ENTI LOCALI - ''Pare incredibile che nel corso degli anni non sia stata messa in atto una strategia di controlli, di prescrizioni, di verifiche che potesse garantire il perseguimento degli obiettivi produttivi dell'impresa senza alcun pregiudizio per la salute umana''. E' detto nella relazione sull'Ilva della Commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti. ''Che cosa sia stato fatto dagli organi di controllo e dagli enti territoriali nel corso di decenni - si aggiunge al riguardo - non è dato sapere''.
MANCATO SEGNALE STATO - Nell'incidente probatorio dinanzi al gip nella primavera scorsa per il procedimento contro l'Ilva per disastro ambientale la partecipazione del ministero dell'ambiente quale persona offesa ''avrebbe anche, di certo, rappresentato un segnale di presenza dello Stato e dei suoi organi centrali rispetto a una problematica ambientale di dimensioni uniche in Italia''. E' detto nella relazione sull'Ilva presentata oggi a Bari dalla Commissione parlamentare ecomafie.
"COME 100 ANNI FA" - ''E' come se si fosse fatto un salto indietro, all'incirca di piu' di cento anni quando, in corrispondenza dell'inizio dell'era industriale, non esistevano le norme a tutela dell'ambiente e dei lavoratori e la produzione era l'unico obiettivo da perseguire''. E' detto a proposito della emergenza sanitaria a Taranto nella relazione della Commissione parlamentare ecomafie che il presidente, Gaetano Pecorella, ha presentato oggi a Bari sulla situazione Ilva.
COMMISSIONE ECOMAFIE: INERTI ENTI LOCALI - ''Pare incredibile che nel corso degli anni non sia stata messa in atto una strategia di controlli, di prescrizioni, di verifiche che potesse garantire il perseguimento degli obiettivi produttivi dell'impresa senza alcun pregiudizio per la salute umana''. E' detto nella relazione sull'Ilva della Commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti. ''Che cosa sia stato fatto dagli organi di controllo e dagli enti territoriali nel corso di decenni - si aggiunge al riguardo - non è dato sapere''.
MANCATO SEGNALE STATO - Nell'incidente probatorio dinanzi al gip nella primavera scorsa per il procedimento contro l'Ilva per disastro ambientale la partecipazione del ministero dell'ambiente quale persona offesa ''avrebbe anche, di certo, rappresentato un segnale di presenza dello Stato e dei suoi organi centrali rispetto a una problematica ambientale di dimensioni uniche in Italia''. E' detto nella relazione sull'Ilva presentata oggi a Bari dalla Commissione parlamentare ecomafie.
"COME 100 ANNI FA" - ''E' come se si fosse fatto un salto indietro, all'incirca di piu' di cento anni quando, in corrispondenza dell'inizio dell'era industriale, non esistevano le norme a tutela dell'ambiente e dei lavoratori e la produzione era l'unico obiettivo da perseguire''. E' detto a proposito della emergenza sanitaria a Taranto nella relazione della Commissione parlamentare ecomafie che il presidente, Gaetano Pecorella, ha presentato oggi a Bari sulla situazione Ilva.
