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  • VINO DiVINO. Bio c'Bon, seguendo la pecorella ho scoperto vini bio e buoni

    di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Milano è da sempre la capitale della moda, con logica metodica sta diventando la capitale non di una moda passeggera ma di uno stile di vita all'insegna del cibo biologico. Essere bio non è una scelta che riguarda solo la nostra vita, essere bio riguarda intere comunità, riguarda la sorte di milioni se non miliardi di persone nell'intero pianeta. Essere bio è una battaglia quotidiana e può sembrare assurdo ma anche una bottiglia di vino può contribuire a rendere la vita di donne, uomini e bambini migliore.

    Tutti noi abbiamo ben impresse in mente le immagini della nota trasmissione “Report”, immagini di intere famiglie costrette a vivere chiuse in casa tra le colline del Chianti, o di bambini costretti ad andare all'asilo accanto ai vigneti irrorati di chissà quali sostanze nelle zone dove si produce il “Prosecco”, come contrastare tutto ciò?

    Da consumatori potremmo imporci e far cambiare idea alle aziende: scegliere un prodotto bio non solo aiuta lo svilupparsi di aziende agricole ecosostenibili ma migliora certamente la vita di chi quelle terre le abita, pensate le grandi città italiane come Milano, circondate da risaie e parchi agricoli, pensate a milioni di cittadini costretti non solo a respirare una cattiva aria causata da traffico e riscaldamento di case e aziende, ma anche costrette a mangiare prodotti agricoli trattati con pesticidi di sintesi e campi fertilizzati con concimi chimici.

    Immaginate se un giorno i consumatori di una sola grande città come Milano si svegliassero e decidessero di acquistare solo prodotti biologici, frutta e verdura di aziende convenzionali perirebbero e le stesse sarebbero costrette a convertire la loro produzione in biologico per adeguarsi alle nuove regole imposte dal mercato, con un enorme vantaggio a beneficio di intere aree del pianeta.

    Una delle catene che aiuta la buona battaglia per un mondo migliore è Bio c'Bon. Di origine francese, ormai si  è da anni affermata in più di mezza Europa e in Asia; a Milano in soli tre anni la voglia di bio ha spinto la società ad aprire 13 negozi, risultando ad oggi la catena bio più diffusa nella capitale della moda e sono pronto a scommetterci che si diffonderà in tutta Italia nell'arco di pochi anni. Il vino che sto per presentarvi lo troverete in esclusiva solo da Bio c'Bon, perciò bando alle ciance e passiamo alla recensione.

    Nome: Le Pavillon des Cepages
    Uvaggio: Cabernet Sauvignon 100% da agricoltura biologica
    Annata:2015
    Gradazione alcolica: 13,5%
    Prezzo: 6 €
    Voto:89/100

    Vista: Rosso porpora, luminoso e brillante

    Naso: Gentili sentori vinosi accarezzano il naso, perdendosi in sinuosi sentori di prugna e ribes nero, rigirando il bicchiere lievi sentori di fichi secchi mandorlati addolciscono con gusto l'olfatto per poi portarci verso sentori di humus, terra e peperone secco che chiudono una fantastica analisi olfattiva.
    Bocca: buonissima acidità che lo rende di facile beva, un bicchiere tira l'altro, il tannino è giovanissimo e scalpita nel palato, un vino fresco e fruttato, la corrispondenza è quasi totale, di medio peso è molto piacevole.

    Abbinamento: salumi e formaggi caprini rigorosamente biologici, provatelo con pane nordico burro e alici/salmone.
    Per informazioni e se volete far recensire un vostro vino, contattatemi su facebook sulle pagine @vinodivinoo @chefsanfelice

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