Operazione Archimede, i primi risultati della campagna Aqp contro gli abusivi dell'acqua

di Tatiana Acquaviva
“Operazione Archimede”. E’questo il nome della campagna contro i prelievi abusivi che l’Acquedotto Pugliese sta realizzando per il ripristino della legalità. E a dimostrazione che il problema esiste, proprio qualche giorno fa, ad Oria, i tecnici dell’Acquedotto hanno rilevato la presenza di 5 allacci abusivi e denunciato i fruitori con l’ausilio della locale stazione dei carabinieri. Un intervento primo nel suo genere, che ben rispecchia l’obiettivo fondamentale della campagna che è stata avviata, che è proprio quello di rilevare e rimuovere delle situazioni di illegalità e prelievo abusivo, anche domestico, su tutto il territorio servito. Dall’analisi dei dati di consumo rilevabili dalle banche dati aziendali, sono emerse circa 50.000 posizioni anomale. Tra queste, le più diffuse, sono quelle relative a consumi storici atipici rispetto ai contratti sottoscritti con l’azienda e incongruità di utenze, cioè quelle utenze che pur in presenza di un servizio idrico non dispongono di un impianto fognario. Il recupero del corrispettivo per il servizio erogato, ma non riscosso, si applicherà fino a 10 anni dalla scoperta del prelievo abusivo. Questa attività di controllo così capillare ed efficace è oggi resa possibile grazie al telecontrollo delle reti e all’introduzione, a partire da questa estate, di officine mobili: 103 furgoni dotati della più moderna attrezzatura e di alti standard di sicurezza che consentono interventi immediati sulle reti e la ricerca puntuale di perdite e di prelievi abusivi. A parlare nello specifico dell’Operazione Archimede è il direttore generale di Acquedotto Pugliese, Massimiliano Bianco, che afferma di credere molto nel progetto, perché la legalità e il rispetto delle leggi rappresentano la stella polare dell’attività dell’azienda. Inoltre, Bianco chiarisce il motivo dell’intitolazione ad Archimede, dicendo che poiché si parla di leggi, è sembrato naturale dedicare questo impegno a colui che per primo ha parlato di leggi sull’acqua. Anche perché, proprio nel campo della fisica, il rispetto delle leggi è fondamentale per le attività di ricerca e sviluppo di strumenti e tecnologia. Quindi, vi è un evidente parallelismo con quella che è la volontà dei membri dell’Acquedotto di far rispettare le norme per poter garantire il bene comune dell’acqua. Un'iniziativa che di sicuro si rivelerà molto utile perché l’uso dell’acqua impone, come non tutti sanno, una costellazione di diritti e doveri.