Internalizzazioni, Vendola scrive a Fitto: riapriamo confronto. Il ministro: ok, ma abbandona rissa
BARI. "Se ci fosse la disponibilita' a riaprire un confronto serio e costruttivo sarebbe davvero un segnale di buona politica''. Lo scrive in una lettera inviata al ministro dei Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, a proposito delle internalizzazioni del personale precario nella sanita', avviata dalla Regione Puglia nella scorsa primavera e poi bloccata perche' questa era una delle condizioni poste dal governo per approvare il piano regionale di rientro dal deficit sanitario.
Secondo Vendola la decisione del Governo ''rischia di produrre gravi conseguenze per la vita e il futuro di migliaia di lavoratori e lavoratrici. Si tratta di uomini e donne che all'indomani del voto unanime in Consiglio regionale avevano visto concretizzarsi la speranza di accedere ad una condizione lavorativa dignitosa e certa sul piano dei diritti. Le e' noto, signor Ministro - scrive ancora Vendola - quanto il mio governo abbia considerato inappropriata e vendicativa quella ingerenza nell'attivita' e nelle prerogative del Consiglio regionale: avevamo legiferato, voi avevate impugnato le norme dinanzi alla Corte Costituzionale, perche' non attendere il giudizio della Corte? Perche' non verificare la fondatezza delle nostre argomentazioni in merito alla convenienza sociale, sanitaria e persino economica delle internalizzazioni?''.
Vendola chiede quindi di riaprire una discussione tra Governo regionale e Governo nazionale che, al di fuori di ogni sterile contrapposizione,individui - conclude - gli strumenti e i percorsi piu' opportuni per risolvere questa situazione nell'interesse della Puglia e della dignita' dei lavoratori e delle lavoratrici''.
A stretto giro di posta arriva la replica del ministro per i rapporti con le regioni e la coesione territoriale, Raffaele Fitto. ''Mi auguro - afferma Fitto - che davvero il Presidente Vendola abbia deciso di abbandonare la rissa per aprirsi al dialogo col Governo. E' quello che auspico da mesi e ho ribadito nella mia lettera, ma il dialogo e' piu' di una dichiarazione di stampa. Si coltiva con i fatti''.
''Il Governo - aggiunge - ha mostrato estrema disponibilita' sin dal primo momento; il Presidente Vendola invece parla ancora oggi di vendetta in riferimento a me e al ministro Tremonti, che mai abbiamo imposto alcunche' alla Regione Puglia, ne' mai abbiamo parlato di pericolo di 'contagio di diritti' ma di illusioni, unico effetto purtroppo ad oggi derivato dalla Legge 4/2010 al vaglio della Corte Costituzionale. Basta leggere il Piano di Rientro firmato anche dal Presidente Vendola per capire che quel che lui oggi chiede, e' gia' previsto: la sospensione, non l'annullamento, fino al pronunciamento della Consulta, della Legge sulle internalizzazioni''.
14111 POSTI LETTO IN MENO - Il riordino della rete ospedaliera della Regione Puglia, introdotto dal Piano di rientro sanitario, prevede, entro il 31 dicembre la disattivazione di 1.411 posti letto, di cui 1.224 per acuti e 187 per post-acuti. E' quanto scritto nella delibera approvata ieri sera dalla giunta regionale. Previste anche la chiusura di 15 stabilimenti ospedalieri e la riconversione di 3 stabilimenti ospedalieri in strutture sanitarie territoriali.
Entro il 31 dicembre 2011 verranno disattivati 500 posti letto, di cui 130 negli Enti Ecclesiastici e 370 nelle Aziende ed Enti del Servizio Sanitario Regionale. Entro il 31 dicembre 2012, infine, verranno disattivati ulteriori 300 posti letto delle Case di cura private accreditate. Le azioni programmate per gli anni 2011 e 2012 saranno, comunque, oggetto di successivi provvedimenti regolamentari.
L'accordo del 29 novembre scorso tra il Ministro della Salute, il Ministro dell'Economia e delle Finanze ed il Presidente della Regione Puglia, all'art. 1, co. 3, ha previsto l'impegno della Regione a presentare entro il 15 dicembre 2010 i provvedimenti relativi al riordino delle rete ospedaliera. Il Piano di rientro prevede, tra le iniziative finalizzate al perseguimento dell'equilibrio economico, il riordino della rete ospedaliera regionale, da cui si attendono ricadute economiche associate alla riduzione dei ricoveri, alla riduzione dei posti letto per acuti, alla trasformazione o disattivazione di stabilimenti ospedalieri.
Secondo Vendola la decisione del Governo ''rischia di produrre gravi conseguenze per la vita e il futuro di migliaia di lavoratori e lavoratrici. Si tratta di uomini e donne che all'indomani del voto unanime in Consiglio regionale avevano visto concretizzarsi la speranza di accedere ad una condizione lavorativa dignitosa e certa sul piano dei diritti. Le e' noto, signor Ministro - scrive ancora Vendola - quanto il mio governo abbia considerato inappropriata e vendicativa quella ingerenza nell'attivita' e nelle prerogative del Consiglio regionale: avevamo legiferato, voi avevate impugnato le norme dinanzi alla Corte Costituzionale, perche' non attendere il giudizio della Corte? Perche' non verificare la fondatezza delle nostre argomentazioni in merito alla convenienza sociale, sanitaria e persino economica delle internalizzazioni?''.
Vendola chiede quindi di riaprire una discussione tra Governo regionale e Governo nazionale che, al di fuori di ogni sterile contrapposizione,individui - conclude - gli strumenti e i percorsi piu' opportuni per risolvere questa situazione nell'interesse della Puglia e della dignita' dei lavoratori e delle lavoratrici''.
A stretto giro di posta arriva la replica del ministro per i rapporti con le regioni e la coesione territoriale, Raffaele Fitto. ''Mi auguro - afferma Fitto - che davvero il Presidente Vendola abbia deciso di abbandonare la rissa per aprirsi al dialogo col Governo. E' quello che auspico da mesi e ho ribadito nella mia lettera, ma il dialogo e' piu' di una dichiarazione di stampa. Si coltiva con i fatti''.
''Il Governo - aggiunge - ha mostrato estrema disponibilita' sin dal primo momento; il Presidente Vendola invece parla ancora oggi di vendetta in riferimento a me e al ministro Tremonti, che mai abbiamo imposto alcunche' alla Regione Puglia, ne' mai abbiamo parlato di pericolo di 'contagio di diritti' ma di illusioni, unico effetto purtroppo ad oggi derivato dalla Legge 4/2010 al vaglio della Corte Costituzionale. Basta leggere il Piano di Rientro firmato anche dal Presidente Vendola per capire che quel che lui oggi chiede, e' gia' previsto: la sospensione, non l'annullamento, fino al pronunciamento della Consulta, della Legge sulle internalizzazioni''.
14111 POSTI LETTO IN MENO - Il riordino della rete ospedaliera della Regione Puglia, introdotto dal Piano di rientro sanitario, prevede, entro il 31 dicembre la disattivazione di 1.411 posti letto, di cui 1.224 per acuti e 187 per post-acuti. E' quanto scritto nella delibera approvata ieri sera dalla giunta regionale. Previste anche la chiusura di 15 stabilimenti ospedalieri e la riconversione di 3 stabilimenti ospedalieri in strutture sanitarie territoriali.
Entro il 31 dicembre 2011 verranno disattivati 500 posti letto, di cui 130 negli Enti Ecclesiastici e 370 nelle Aziende ed Enti del Servizio Sanitario Regionale. Entro il 31 dicembre 2012, infine, verranno disattivati ulteriori 300 posti letto delle Case di cura private accreditate. Le azioni programmate per gli anni 2011 e 2012 saranno, comunque, oggetto di successivi provvedimenti regolamentari.
L'accordo del 29 novembre scorso tra il Ministro della Salute, il Ministro dell'Economia e delle Finanze ed il Presidente della Regione Puglia, all'art. 1, co. 3, ha previsto l'impegno della Regione a presentare entro il 15 dicembre 2010 i provvedimenti relativi al riordino delle rete ospedaliera. Il Piano di rientro prevede, tra le iniziative finalizzate al perseguimento dell'equilibrio economico, il riordino della rete ospedaliera regionale, da cui si attendono ricadute economiche associate alla riduzione dei ricoveri, alla riduzione dei posti letto per acuti, alla trasformazione o disattivazione di stabilimenti ospedalieri.
