Gli studenti baresi a scuola di Risorgimento

di Nicola Zuccaro
Allontare le polemiche politiche e strumentali per scoprire l'autentico valore e significato sia storico che civile del Risorgimento. E' con questo spirito che il comune di Bari in collaborazione con la Casa Editrice Laterza inaugurerà il prossimo 14 gennaio il ciclo di letture dal seguente titolo: "Giovani, Intellettuali e Istituzioni dialogano sul Risorgimento" presso la Sala Consiliare del Comune di Bari. Un luogo importante per la storia d'Italia poichè rappresentativo del nuovo Risorgimento, ossia della Resistenza, in quanto Bari ospitò, come città del Sud libero dai nazifascisti, il 28 e il 29 gennaio 1944, il Congresso dei Comitati di Liberazione Nazionale. L'iniziativa è stata presentata nella mattinata di mercoledì 12 gennaio 2011. Accompagnati dalle letture dell'attore teatrale Paolo Panaro, storici quali Alberto Maria Banti (aprirà il 14), Emilio Gentile il 24 febbraio, Mario Isnenghi il 12 marzo, e Lucio Villari il 18 aprile, illustrerrano attraverso le proprie fatiche scrittorico-letterarie gli aspetti sinora sconosciuti della storia risorgimentale. I principali interlocutori saranno gli studenti dei 7 maggiori licei scientifici e classici della città ai quali sono state distribuite le copie dei libri che verranno presentati. Rivolgersi agli studenti con il seguente e preciso significato storico: il Risorgimento fu animato da giovani uomini e da giovani donne patrioti. In particolare, si approfondirà per l'obiettività storiografica il Risorgimento al femminile che riservò figure di primo piano. Nel corso della conferenza stampa è stato precisato che gli autori e i relatori parteciperanno alle conferenze a titolo gratuito e che al termine delle stesse gli studenti porranno dei questionari agli illustri storici. I migliori verranno attentamente seguiti dalle istituzioni nella continuazione degli studi, con un occhio particolare per quelli umanistici. Sarà la lettura di questi libri a dare il giusto slancio per i festeggiamenti dei 150 anni dell'Unità d'Italia sinora osteggiati da chi, sia in sede politica che in sede di revisione storiografica, resta allergico ad un pacato confronto?