28 luglio 1943 / Strage di via Nicolò dell' Arca. Un eccidio da non dimenticare.


di Nicola Zuccaro
BARI
. Nei giorni in cui l'Europa è ancora scossa dalle stragi in Norvegia che hanno mietuto vittime in gran parte di giovane età resta ancora vivo il tragico ricordo del 28 Luglio 1943.
Tre giorni dopo la Caduta del Fascismo la Città di Bari pagò il primo tributo di vittime in difesa della libertà e della democrazia. Era una calda mattinata estiva quando un corteo che partì dal Liceo Classico
" Orazio Flacco" si dirigeva verso il Carcere del Capoluogo dove erano detenuti quei prigioneri antifascisti ritenuti il gotha dell'intellettualità italiana quali il filosofo Guido Calogero ed il Meridionalista
Tommaso Fiore. Costui perse il figlio, Graziano Fiore che alla sola età di 16 anni perì con altri 19 manifestanti per la mitragliata ordinata dal Generale Roatta all'altezza della Ex Sede del Fascio ubicata proprio in Via Nicolò Dell'Arca e a pochi passi dalla centrale Piazza Umberto. Quì a distanza di 68 anni da quel tragico avvenimento che fece di Bari l'avamposto per l'Italia libera e democratica una
popolazione commossa perchè composta, a differenza degli anni scorsi,in gran parte dai parenti delle vittime ha rinnovato quel ricordo che vuol essere uno stimolo per accertare la verità su una delle Stragi, forse la prima dalla fine del Fascismo e a tutt'oggi circondata da lati oscuri.  

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