Una giornata particolare... con Ettore Scola
di Giuseppe Defeudis. Una giornata particolare è il titolo di un film diretto da Ettore Scola nel 1977. Protagonisti indiscussi di questa pellicola sono due tra i più grandi attori che il cinema italiano abbia mai avuto a sua disposizione: Marcello Mastroianni e Sophia Loren. Il primo, un radiocronista che ha perso il lavoro perché antifascista ed omosessuale, la seconda, una madre di famiglia sposata ad un uomo totalmente dedito alla causa di Mussolini. In comune, tra i due protagonisti, almeno ufficialmente, è l’indirizzo di residenza (i palazzi Federici, unico ambiente utilizzato nel film, erano il più grande edificio di abitazioni create negli anni trenta in Italia). Quando il 3 maggio 1938 Adolf Hitler è in visita a Roma tutta la città è accorsa per presenziare a tale evento. Tutta la città tranne, appunto, Mastroianni e la Loren che, per un mero caso, sono giunti alla loro conoscenza proprio in quella “giornata particolare”. L’intero film vedrà i due protagonisti “rincorrersi” tra una casa e l’altra, tra una scala ed un terrazzo, sempre alla ricerca di emozioni che, fino a quel momento, nessuno dei due aveva provato o pensato mai di poter provare.
Un lavoro, questo di Scola, che meritava di essere citato, anche a distanza di 34 anni per vari aspetti. Fu candidato all’Oscar per due categorie: Miglior film straniero e Miglior attore protagonista (Mastroianni fu battuto da Richard Dreyfuss per “Goodbye amore mio!), vinse il Golden Globe e il premio Cesar come Miglior film straniero e vinse due David di Donatello per il miglior regista e la miglior attrice protagonista (Loren). Una gratificante serie di riconoscimenti, dunque, che hanno interessato le diverse colonne di questa opera.
Ettore Scola, incontrato in occasione della proiezione della sua pellicola proprio all’interno del condominio dove girò le riprese, ha definito questo momento di revival “un momento molto particolare” perché ricco di moto: si poteva passare dalla realtà di un evento storico come il nazismo alla finzione rivelata nel film alla realtà del posto in cui furono girate le scene. La scelta dei palazzi Federici non fu casuale, continua Scola. Leopardi era solito affermare che “Roma è un luogo che divide e non unisce”, ebbene i Palazzi Federici uniscono ora ed univano allora i due protagonisti che sembravano essere così distanti tra loro ma in realtà…
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