"Vogliamo Gheddafi vivo o morto": ribelli offrono 1,6 mln a chi consegnerà raìs

TRIPOLI. I ribelli libici offrono 1,6 milioni di dollari a chiunque consegni, vivo o morto, Muammar Gheddafi. E' quanto ha dichiarato il presidente del consiglio di transizione Mustafa Abdel Jalil, secondo il quale, ''L'epoca di Gheddafi e' ormai finita, anche se tutto si concludera' solo con la sua cattura e con la sua condanna per i crimini che ha compiuto''.
Secondo Jalil, Tripoli e' ''all'80% sotto il nostro controllo. Restano ancora sacche di resistenza in citta' e una grande concentrazione di truppe nella regione di Sirte, storica roccaforte del rais''. Riguardo all'eventualita' di consegnare il colonnello Muammar Gheddafi e Saif Al Islam all'Aja, in caso di cattura, il leader dei ribelli ha detto: ''L'orientamento prevalente'' e' quello di ''giudicare il rais e la sua banda in patria.
Con un processo 'giusto', si intende, ma da svolgersi in Libia. Percio' voglio che li prendano vivi e che siano trattati diversamente da come il Colonnello trattava gli avversari. Lui sara' ricordato solo per i crimini, gli arresti e gli assassinii politici che ha compiuto''. Jalil ha ricordato che ''tra otto mesi si terranno le elezioni legislative, parlamentari e presidenziali.
Vogliamo un governo democratico e una Costituzione giusta''. ''Rispetteremo tutti i trattati presi in precedenza.
Assicureremo che vengano rispettati i diritti umani e lo Stato di diritto''. La Libia del dopo-Gheddafi ''avra' relazioni speciali con i Paesi che hanno sostenuto la nostra lotta di liberazione dal suo inizio. Tra questi, ovviamente, figura anche l'Italia''.