Manovra: carcere a evasori e conti correnti nella dichiarazione


ROMA. Non solo manette ai grandi evasori, ma anche obbligo di far sapere al fisco su quali conti correnti si opera. E inoltre facoltà per i Comuni di esibire online le dichiarazioni dei redditi dei propri residenti e un stretta sui beni azinedali che vengono attualmente scaricati dall'imponibile in quanto messi a disposizione dei soci o dei loro familiari a titolo gratuito. C'è poi anche un premio (eventuali sanzioni amministrative ridotte della metà) per i liberi professionisti e gli artigiani (con giro d'affari sotto i 5 milioni di euro) che scelgono di utilizzare strumenti di pagamento diversi dal denaro contante. Inequivocabile il testo dell'emendamento governativo all'articolo 12 della manovra bis che prefigura la galera per i grandi vaori: "Qualora l'imposta evasa o non versata sia superiore a 3 milioni di euro non trova applicazione l'istituto della sospensione condizionale della pena" prevista dal codice penale. Un altro emendamento presentato dal ministro e dal relatore stabilisce poi che "con decreto del presidente del Consiglio, su proposta del ministro dell'Economia, d'intesa con la conferenza Stato-città ed autonomie locali sono stabiliti criteri e modalità per la pubblicazione sul sito del comune dei dati relativi alle dichiarazioni" dei redditi. Un'altra modifica di maggioranza e governo prevede che i due miliardi di risparmi previsti dall'applicazione della Robin tax siano destinati tutti agli enti locali e non più anche ai ministeri. L'importo della manovra per gli enti locali, recita l'emendamento, "può essere complessivamente ridotto di un importo fino alla totalità delle maggiori entrate previste" dalla Robin tax. Inoltre, l'aliquota dell'imposta sul reddito delle società di comodo - prevede un'ulteriore modifica firmata Tremonti-Azzollini - sarà maggiorata del 10,5 per cento. La maggiorazione è applicata "sulla quota del reddito imputato per trasparenza". Infine, è confermato l'intendimento di eliminare dalla manovra bis il contributo di solidarietà a carico dei privati inserito nella versione iniziale. Il relativo emendamento lascia in vigore le norme precedenti alla manovra che prevedevano il taglio degli stipendi più alti del pubblico impiego e il prelievo sulle pensioni d'oro.