PD a Fiore: “A rischio erogazione livelli minimi di assistenza sanitaria a pugliesi. Prorogare per 6 mesi contratti personale”
BARI. “Prorogare per almeno sei mesi tutti i contratti del personale medico e sanitario in scadenza il prossimo 31 ottobre, per impedire che il sistema sanitario pugliese subisca una vera e propria paralisi, con il rischio di non poter più garantire i livelli minimi di assistenza (Lea) ai propri cittadini”. È quanto chiede il Gruppo consigliare del Partito democratico, all'assessore regionale alla Sanità, Tommaso Fiore.“Una richiesta che nasce dall'esigenza di tutelare la popolazione pugliese, soprattutto le sue fasce più deboli, dalle conseguenze del Piano di rientro firmato col governo nazionale: la scadenza improrogabile di diversi progetti, prevista il prossimo 31 ottobre; e le rigidità legate al blocco del turn over. Condizioni, queste, che determineranno una interruzione dei servizi, la paralisi di alcuni reparti chirurgici e seri rischi per la erogazione dei Lea.
Per questo, dopo aver approfondito i disservizi cui va incontro il sistema sanitario pugliese, nel corso di una riunione alla quale hanno partecipato anche gli assessori regionali del Pd, il Gruppo consigliare del Partito democratico ha delegato il capogruppo, Antonio Decaro, il presidente della Commissione Sanità, Dino Marino, il responsabile regionale Sanità del Pd, Pino Romano - in uno con il segretario regionale Sergio Blasi - a rappresentare all'assessore regionale alle Politiche per la Salute, Tommaso Fiore, l'urgenza di definire azioni utili alla proroga di tali contratti in scadenza, almeno per i prossimi sei mesi. A tale azione immediata dovrà seguire, in tempi rapidi, una iniziativa istituzionale tesa a risolvere alla radice la emergenza attuale.
L’assessore ha fatto presente che a breve ci sarà un incontro nella Prefettura del capoluogo dauno per discutere la situazione degli ospedali foggiani. Riguardo all’invito fatto dal capogruppo della Ppdt di trovare nelle pieghe del bilancio regionale le risorse necessarie per riassumere il personale in procinto di essere licenziato, Fiore ha risposto che “dal punto di vista amministrativo non ci sono soluzioni praticabili; è impossibile infatti trasferire risorse da capitoli di spesa differenti e la spesa per l’assunzione del personale, inoltre, è regolata da leggi nazionali che risalgono al 2006”. “A questo punto - ha concluso Fiore -, vi sono due exit strategy possibili: la prima è quella delle deroghe al blocco delle assunzioni, la seconda è il piano straordinario di accorpamento dei servizi ospedalieri”.
Fiore ha ricordato che sulle deroghe si è già mosso il presidente della Regione Vendola che ha scritto ai ministri competenti (Fazio, Tremonti e Fitto), ricevendo una risposta positiva dal ministro della Salute Fazio. Con il piano straordinario di accorpamento degli ospedali, invece, si possono garantire i livelli essenziali di assistenza e le prestazioni d’urgenza.
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