Arte: al via 57ma mostra del piccolo formato alla Nuova Vernice

BARI. Come da protratta consuetudine ed immancabile appuntamento, è in corso, presso la “ Nuova Vernice”, - prestigiosa e storica Galleria d’Arte nel centro murattiano di Bari-, l’esposizione di pittura, scultura e fotografia che abbraccia tutto il periodo festivo prenatalizio, con l’augurale entrata del nuovo anno, per finire con la festa dell’Epifania. Trentasei gli artisti che hanno partecipato alla 57^ mostra, del 2011/2012.

Per la sezione Scultura, il Maestro Antonio Bibbò ha presentato un nudo di danzatrice leggiadria ed imponenza insieme; Paolo Manzari due bassorilievi in gesso e cemento patinati d’oro e grafite, raffiguranti l’uno le indimenticabili figure di Paolo e Francesca, raggomitolate in un abbraccio, l’altro, una “Caduta dal cavallo”; Vannina Grilli il Dioniso greco o Bacco romano, dio dell’ebbrezza, lavorato in terracotta e fregiato di pampini e racemi; Domenico Mazzilli una evanescente Venere realizzata in pietra, emersa da circolari giochi d’acqua; Romano Denza un pannello in ceramica dai brillanti risultati cromatici che riportano alla mente la tipicità del lapislazzulo; Tonino Losito una composizione in ottone e bronzo a raffigurare, in un percorso ellittico, pesci-: angelo intenti a risalire flessuosi nastri d’alghe azzurre.

Annamaria Colasuonno, fotografa, con professionali qualità e competenza, coglie ballerine in sincronico levarsi in volo, e ne fa risaltare forza e coesione.
Numerose le presenze in Pittura. Rosa Bellantuono, Elena Priore e Michele Pellegrino partecipano con interessanti scorci-vedute di paesaggi marini e montani, evidenziando la vetustà di archi, scalinate di borghi antichi e torri merlate; Oronzo De Feo, Anna De Palma, Mario Gramegna, Cristiana Grandolfo, Guido Montemurro, Anna Passarella, Angela De Tommasi e Lucia Petruzzi, invece, dipingono variegati paesaggi tipici del territorio della nostra soleggiata Puglia e di altri siti in territorio Italia, attingendo a più svariate tecniche; Fioravante Cerra allieta coi colori dell’arcobaleno inchiostrando eleganti ritornelli in un’opera, in un'altra dipinge ad olio un’interessante scena boschiva con chiarori di luce all’orizzonte; Licio Boccadoro, in uno sfondo di carminio e magenta, libera un uccello pago della sua solitudine; Rossella Andriani apre a sensazioni di calma e levità in un contesto agreste con una libellula tra fili d’erba. Composizioni floreali vibranti di giochi di luce nelle tele di Maria De Pasquale, Marialuisa Sabato, Enzo Vitale e Pasquale Del Carmelo, mentre premesse sulle pregnanti tematiche d’attualità, sociali ed ambientali, costituiscono i lavori di Nicoletta Scaringi, Antonio Laurelli, Maria Todaro e Katherine Wright.
Umberto Marzo, Ariana Costantino e Grazia Lops presentano nature morte molto suggestive.
Pasquale Conserva e Bianca Sallustio si dedicano alla figura femminile: l’uno con l’immagine di una donna in età avanzata, il cui sguardo, pur nella sua dolcezza, sembra voler intimare al presente
il volere la vita; l’altra, attraverso le sue tre opere, che rappresentano una danzatrice del ventre alle prese con meditazione ed eleganti movenze, sembra voler lanciare il messaggio dell’importanza dell’essere se stessi, ascoltandosi e trasvolando il solo apparire in superficie, per scrutare ciò che è del senso, della profondità.
Pierpaoli espone un’opera che lascia il fruitore alquanto attonito, nel dover quasi “ problematizzare” sulla presenza di un’immagine “altra”. E’ piacevole quella sensazione dell’immaginare ciò che è altro, lontano da noi, e che desideriamo avere vicino? Il desiderio implica sempre un pathos, la sofferenza della mancanza, che nel contempo, però, sofferenza non è, perché la passione intriga,
vedi il miraggio del “connettersi”…

Per ultimo, -e gli ultimi son sempre i primi, Michele Martinelli, con le sue donne affascinanti, di classe, eleganti nel porgersi di là dal vetro. Oltrepassando il vetro, in maniera ravvicinata, si percepisce, anche, la donna con la sua forza misteriosa e potente, d’una forza imperiosa ed abissale, di un’innocenza senza candore.
Ad multos annos! agli artisti e ai visitatori e…alla cinquantottesima!

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