Amministrative Lecce: intervista al candidato al Consiglio comunale Gaetano Gorgoni ("La Puglia prima di Tutto" per Paolo Perrone sindaco)

di Daniele Martini. Intervista al candidato al Consiglio comunale Gaetano Gorgoni ("La Puglia prima di Tutto" per Paolo Perrone sindaco)
D. Quali sono i motivi della tua candidatura a consigliere comunale a Lecce?
R. Dopo 15 anni di giornalismo politico ho deciso di metterci la faccia, nel periodo più difficile per la politica italiana. Una sfida, una scommessa che ha come obiettivo quello di portare a Palazzo Carafa la voce di una squadra che ha idee e progetti e che vuole fare una politica con la p maiuscola. La gente non ha più fiducia nei nostri politici: un diaframma sempre più grave tra governanti e governati. Io voglio partecipare alla vita democratica del mio paese, voglio dare un contributo: per cambiare la politica, bisogna fare politica. La "politica alta" è impegno civile, responsabilità e partecipazione: non voglio stare a guardare, voglio decidere e proporre soluzioni per salvare la mia città dal dissesto.
D. Quali saranno le esperienze che potrai mettere al servizio della città di Lecce?
R. Conosco i problemi dei lavoratori e delle imprese. Non sono un professorino che pontifica e fa il piagnisteo lontano dalla realtà. Da cinque anni sono il direttore di una emittente televisiva locale e faccio il corrispondente per un quotidiano nazionale e per alcuni quotidiani locali: conosco bene i problemi della gente, dei lavoratori e delle imprese, perché li ho vissuti sulla mia pelle. Sono determinato: voglio combattere per la dignità del lavoro, contro il precariato e contro la burocrazia che spesso strozza le imprese. Sono pronto a proporre i miei progetti per dare ossigeno alle nostre aziende, per l'accesso al credito. Conosco molto bene i problemi della città in cui vivo: c'è tanto da fare per migliorare la vivibilità di Lecce, per intervenire sulla mobilità, per collegare meglio la città con l'hinterland.
D. Potresti parlarci della tua lista e della coalizione di cui fai parte?
R. "La Puglia prima di Tutto" è una lista civica che dà spazio alla "società civile", pur avendo all'interno qualche consigliere uscente. In questa lista tutti hanno l'opportunità di gareggiare ad armi pari: non è come certe liste costruite attorno a un candidato. È una lista "democratica e partecipativa". D. Cosa ti aspetti da questa esperienza politica?
R. Questa esperienza politica mi sta dando tanto, anche se ho dovuto rinunciare per due mesi a fare il lavoro che amo (ora sono in aspettativa e non esercito, momentaneamente, alcuna attività giornalistica). Ogni giorno vado nelle case ad ascoltare i problemi della gente, attingo idee e offro soluzioni: è una grande esperienza di sacrificio e passione, spero che possa continuare e che io possa avere la possibilità di fare qualcosa di buono per la mia città.
D. Quanto è importante, secondo te, l'uso dei social networks per la campagna elettorale e quanto è importante avvicinare la gente alla realtà politica locale?
R. Il web è fondamentale nelle campagne elettorali: ti consente di comunicare velocemente e di informare costantemente i tuoi elettori. La gente che si abbandona al qualunquismo e che fa di tutta l'erba un fascio, non capisce che non fa altro che consolidare il vecchio potere. Se non decidi c'è chi decide per te. Chi vuole cambiare veramente le cose partecipa alla vita democratica della sua città, perché le cose cambiano solo se si vota la gente giusta. Bisogna scegliere chi non alimenta il sistema del voto di scambio, chi propone idee ed è capace di metterle in pratica.
D. Giovani e lavoro: quali sono le tue proposte da candidato al consiglio comunale?
R. Lecce può creare nuove opportunità lavorative puntando sul turismo e sui servizi, agevolando l'imprenditoria giovanile e femminile, finanziando progetti e cooperative, investendo sulla cultura e, soprattutto, garantendo legalità e sicurezza a lavoratori e imprenditori.
D. In caso di elezione, quali saranno i punti basilari entro i quali muoverai la tua azione amministrativa?
R. Difesa e aiuto ai meno abbienti, sostegno e servizi alle famiglie, mobilità sostenibile, collegamento e coordinamento dei mezzi pubblici con l'hinterland, taglio alle consulenze inutili, contenimento della spesa, investimento sulla cultura e sul turismo. Per esempio, nel campo delle energie rinnovabili,esiste un software che in alcune città dell'Emilia Romagna, viene installato per controllare l'illuminazione pubblica e per risparmiare dal 35 al 40 per cento di energia, in più questo sistema consente di avere il wi-fi in tutta la città. Ci sono tante idee e progetti per rendere la città più moderna e più vivibile.
D. Come intendi conciliare, se eletto, il tuo lavoro con l'incarico di consigliere comunale?
R. Il primo presidente dell'ordine dei giornalisti era un politico, si chiamava Guido Gonella: tutti i più grandi giornalisti hanno fatto politica. Tanti volti della televisione hanno fatto politica: da Lilli Gruber a Santoro. Anche giornalisti della carta stampata come Giacovazzo. Mentana è entrato in Rai in quota socialista: lui stesso lo ha ammesso. Fare politica non è una macchia, ma un merito. Alcuni giornalisti, spesso, nelle competizioni elettorali, preferiscono lavorare negli uffici stampa o fare i "portaborse", per non scoprirsi troppo, facendo così, però, ci si schiera comunque: io ho preferito andare in prima linea. Un giornalista deve rimanere imparziale, al di là delle idee: l'obiettività non esiste, ognuno di noi ha uno sguardo soggettivo sulle cose. L'importante è la completezza della notizia. Io, quando tornerò al mio lavoro, sarò sempre un giornalista professionista e se dovessi essere eletto mi darò alla cronaca nera o al calcio, ma tutti sapranno che la mia onestà intellettuale e la mia imparzialità non tramonteranno per il solo fatto di fare politica attivamente.