Imu: Emiliano striglia i partiti
di Nicola Zuccaro. "Sia dovere di tutti mantenere le stesse responsabilità nei capoluoghi di Regione, coerenza fra ciò che si predica a Roma e ciò che si predica a Bari". Al ritorno dal Libano il Sindaco di Bari Michele Emiliano è più carico che mai vestendo per una mattina - quella di Giovedì 3 Maggio - i panni del politologo sino a concordare con quei filosofi della politica che ritengono superata la contrapposizione fra destra e sinistra.
Il richiamo implicito del primo cittadino barese è indirizzato in primis al Pdl e in seconda battuta al Partito Democratico e all'Udc, rei di non aver accettato il suo invito per concertare al meglio il Bilancio di Previsione del 2012, che si prevede fra i più duri dell'era repubblicana per la Città di Bari.
Votare l'Imu a Roma sostenendo politicamente un Mario Monti commissario anzichè premier e non assumere l'identico atteggiamento politico a Bari solo perchè c'è il Centro-Sinistra al Governo cittadino è per Emiliano un controsenso. Questo atteggiamento rischierebbe di vanificare gli sforzi di un Comune che risulta essere fra i primi 6 per il miglior bilancio d'Italia, grazie al solidissimo avanzo di amministrazione pari a 138 milioni di euro, con una decina di cantieri fra pubblici e privati ed una spesa sociale che per far fronte alle richieste delle fasce più deboli si aggira sui 67 milioni di euro. Dati sui quali - ha chiosato Emiliano - dovrà riflettere il Centro-Destra che dieci anni fa aveva tenuto una condotta politica-economica del tutto opposta tanto (gli ha fatto eco l'Assessore al Bilancio Giannini) da paralizzare l'Urbanistica con Di Cagno Abbrescia sindaco.
A consolare il sindaco per l'occasione di confronto persa è il dato di fatto in proprio possesso secondo il quale nel Centro-Destra non tutti la pensano così. Sarà verò? E se sarà vero, perchè dover vietare, almeno nel pensiero (senza però sconfinare nella fantapolitica) che a Palazzo di Città non si guardi ad una maggioranza - come per Roma di fine legislatura - che sia di fine consigliatura?
Il richiamo implicito del primo cittadino barese è indirizzato in primis al Pdl e in seconda battuta al Partito Democratico e all'Udc, rei di non aver accettato il suo invito per concertare al meglio il Bilancio di Previsione del 2012, che si prevede fra i più duri dell'era repubblicana per la Città di Bari.
Votare l'Imu a Roma sostenendo politicamente un Mario Monti commissario anzichè premier e non assumere l'identico atteggiamento politico a Bari solo perchè c'è il Centro-Sinistra al Governo cittadino è per Emiliano un controsenso. Questo atteggiamento rischierebbe di vanificare gli sforzi di un Comune che risulta essere fra i primi 6 per il miglior bilancio d'Italia, grazie al solidissimo avanzo di amministrazione pari a 138 milioni di euro, con una decina di cantieri fra pubblici e privati ed una spesa sociale che per far fronte alle richieste delle fasce più deboli si aggira sui 67 milioni di euro. Dati sui quali - ha chiosato Emiliano - dovrà riflettere il Centro-Destra che dieci anni fa aveva tenuto una condotta politica-economica del tutto opposta tanto (gli ha fatto eco l'Assessore al Bilancio Giannini) da paralizzare l'Urbanistica con Di Cagno Abbrescia sindaco.
A consolare il sindaco per l'occasione di confronto persa è il dato di fatto in proprio possesso secondo il quale nel Centro-Destra non tutti la pensano così. Sarà verò? E se sarà vero, perchè dover vietare, almeno nel pensiero (senza però sconfinare nella fantapolitica) che a Palazzo di Città non si guardi ad una maggioranza - come per Roma di fine legislatura - che sia di fine consigliatura?
