"Corruzione in concorso": indagato Roberto Formigoni. Il commento, tutto qua?

di Redazione. Il governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni è indagato dalla Procura di Milano nell'ambito dell'inchiesta della fondazione Maugeri dallo scorso 14 giugno. La sua iscrizione è stata dissecretata oggi con la notifica di un'informazione di garanzia con contestuale invito a comparire per corruzione aggravata dalla transnazionalità in concorso con altri.

"Ho letto le carte, e a una seconda lettura mi sono detto: 'tutto qua?'". Lo ha detto il presidente della Regione Roberto Formigoni secondo il quale i giornalisti erano già avvisati la sera prima di quanto sarebbe successo questo pomeriggio. Ovvero della notifica dell'invito a comparire nei suoi confronti.

"Qual è l'atto corruttivo? Dov'é la corruzione? Io non l'ho trovata". Lo ha detto Roberto Formigoni sulle accuse mossegli dalla Procura di Milano. "Sono tranquillo, non ho proprio nulla da temere dopo la lettura degli atti", ha aggiunto il presidente della Regione Lombardia indagato per corruzione. Secondo Formigoni si tratta "dei soliti episodi, che ho già definito falsi o non a me riferibili o gravemente alterati".

"Alcuni di voi sono stati degni gazzettieri" dei magistrati: si è rivolto così il presidente della Regione Lombardia ai giornalisti in conferenza stampa, criticando anche il fatto che siano stati informati in anticipo dell'avviso di garanzia a suo carico. "Avete svolto il compito che vi siete auto affidati - ha aggiunto - con grandissima diligenza".

Al presidente della Regione e' stato notificato un invito a comparire dalla procura di Milano nell'ambito dell'inchiesta con al centro la fondazione Maugeri.

In una nota firmata dal procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati si legge che "in data odierna è stata notificata al pres. Roberto Formigoni informazione di garanzia per i reati di cui agli artt. 81 cpv 110, 319, 321 cp e art. 4 l.146/06 in concorso con Pierangelo Daccò, Umberto Maugeri, Costantino Passerino, Antonio Simone e altri" per fatti commessi in Milano e all'estero dal 2001 al novembre 2011", con contestuale invito a comparire. Non è stato ipotizzato il finanziamento illecito ai partiti.