Fiat: Fiom Cgil, a Bari altra condanna per gruppo
BARI. Il Tribunale del Lavoro di Bari, giudice Luca Ariola, con decreto depositato ieri, "ha accolto integralmente il ricorso per comportamento antisindacale promosso dalla Fiom Cgil di Bari contro la Magneti Marelli, per rivendicare il diritto dei lavoratori a versare, mediante delega all'azienda, i contributi sindacali". Lo rende noto lo stesso sindacato dei metalmeccanici della Cgil sede di Bari."La pronunzia si inserisce nel duro confronto a livello nazionale sia sul piano sindacale che su quello giudiziario tra Fiom e il gruppo Fiat, del quale Magneti Marelli e' parte - sottolinea la Fiom - e si aggiunge alla precedente sentenza che aveva condannato la Magneti Marelli di Bari al riconoscimento della Rappresentanza sindacale della Fiom territoriale. La collezione, ormai la si puo' definire in tal modo, di numerose sentenze sfavorevoli a Fiat su tutto il territorio nazionale che riguardano gli stessi temi, stigmatizza che Marchionne non puo' appropriarsi delle Leggi e della Costituzione Italiana per ritagliarne pezzi, modificarle ed indossarle a seconda delle proprie esigenze come se fossero abiti".
"Inoltre il decreto del giudice barese, assai approfondito ed argomentato - sottolinea il sindacato dei metalmeccanici - si segnala per due particolari aspetti. In primo luogo smentisce la tesi aziendale secondo la quale effettuare le trattenute dei contributi sindacali sulle retribuzioni dei lavoratori sarebbe 'eccessivamente oneroso'; il Giudice, infatti, sostiene che l'organizzazione aziendale e' assolutamente in grado, senza particolari oneri, di gestire le trattenute di poche centinaia di lavoratori, cosa peraltro accaduto in passato per decenni".
"In secondo luogo - prosegue il sindacato - al fine di dare immediata esecuzione al provvedimento, con il quale ordina alla societa' di effettuare le trattenute e di versarle al sindacato, il Giudice ha, con una disposizione, a quanto consta, senza precedenti, ordinato alla Magneti Marelli di portare a conoscenza i lavoratori iscritti alla Fiom della emissione del decreto, mediante consegna a ciascuno di copia della parte dispositiva del decreto. Alla luce di questa ennesima condanna di Fiat - conclude la Fiom - si conferma ancora di piu' la necessita' di una legge sulla rappresentanza per garantire le liberta' sindacali e impedire la pratica degli accordi separati".