Province: approvata relazione dell'assessore. "Riforma non ci è piaciuta"

La nuova cartina della Puglia
BARI. “Cominciamo col dire che questa riforma non ci è piaciuta”.  L’assessore Marida Dentamaro inizia così la sua relazione di introduzione al dibattito in aula consiliare sul riordino delle province pugliesi. Non sono piaciuti i criteri imposti e non è piaciuta la tempistica che non ha consentito di tenere conto delle effettive vocazioni territoriali dei singoli Comuni.

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La deliberazione del Consiglio dei Ministri prevede due criteri: dimensione territoriale non inferiore a 2500 Km quadrati e la popolazione residente non inferiore a 350.000 abitanti.
Sulla base di questi criteri in Puglia risultano possedere entrambi i requisiti le province di Foggia, Bari, Lecce, contrariamente alle province di Bat, Brindisi e Taranto.
“Va ribadito – ha continuato l’assessore Dentamaro – che non è consentito alla Regione proporre autonomamente spostamenti di singoli Comuni o di gruppi di Comuni ad una o ad altra circoscrizione provinciale. È comunque fatta salva la prerogativa costituzionale dei Comuni singoli di formulare scelte differenti per il passaggio ad altra provincia purché adottate entro i limiti fissati dalle norme note (continuità territoriale, formali atti consiliari).
Questo l’ambito in cui si sviluppa il dibattito in Consiglio regionale.
Un riordino razionale  in grado di corrispondere alle situazioni e alle esigenze vere dei territori , secondo Marida Dentamaro, non può essere dettato da criteri come quelli imposti di ordine esclusivamente quantitativo: “storia, tradizioni, cultura, relazioni, vocazioni, sono tutti elementi che concorrono a identificare un territorio almeno quanto l’estensione territoriale e la dimensione demografica”.

I Comuni maggiormente interessati a nuove aggregazioni sono quelli appartenenti all’area della provincia di Brindisi contigua alla provincia di Lecce. Di questi ben 10 (Carovigno, Ceglie Messapica, Cellino San Marco, Latiano, Mesagne, Oria San Michele Salentino, San Pancrazio Salentino, San Vito dei Normanni, Torre Santa Susanna),  hanno formulato l’opzione prioritaria di far parte di una nuova grande provincia, costituita dall’accorpamento delle tre province di Taranto, Brindisi e Lecce (cosiddetto Grande Salento).
In seconda battuta gli stessi Comuni  esprimono l’opzione di essere accorpati alla provincia di Lecce, in questa scelta si associano Erchie, San Donaci, Torchiarolo, Francavilla Fontana, San Pietro Vernotico e il Comune di Avetrana attualmente appartenete alla provincia di Taranto.

I Comuni di Ostuni, Villa Castelli e Fasano hanno espresso i primi due la volontà di essere accorpati alla provincia di Taranto /Brindisi e Fasano, invece alla costituenda città Metropolitana di Bari esistendo peraltro il requisito della continuità territoriale.

Favorevoli alla provincia di Brindisi /Taranto la provincia di Taranto e  25 dei suoi attuali 29 Comuni.

Di segno diverso sono gli atti pervenuti dai Comuni dell’area a nord della provincia di Bari, futura Città metropolitana. In particolare, i 10 Comuni appartenenti alla Bat hanno trasmesso atti dei rispettivi consigli tendenti a provocare una iniziativa governativa che consenta la costituzione di una nuova provincia comprendente i territori della provincia Bat e quelli dei Comuni eventualmente non aderenti alla costituenda Città metropolitana di Bari.

Elemento comune in tutti glia atti  fra l’altro,  è l’espressa volontà di non aderire ala provincia di Foggia salvo che per San Ferdinando di Puglia.

Volendo riepilogare risulterebbero nella istituendo città metropolitana di Bari, tutti i Comuni della provincia di Bari, fatta esclusione di Molfetta che ha espressamente dichiarato di non voler aderire e compreso il Comune di Fasano che ha deliberato l’adesione a seguito di conforme consultazione popolare.

Per quanto riguarda la provincia di Brindisi/Taranto, comprenderebbe  i comuni già facenti parte delle due province soppresse, ad esclusione di quelli che hanno scelto di aderire alla provincia di Bari (Fasano e alla provincia di Lecce Carovigno, Ceglie Messapica, Cellino San Marco, Latiano, Mesagne, Oria, San Michele Salentino, San Pancrazio Salentino, San Vito dei Normanni, Torre Santa Susanna, Erchie, San Donaci e Torchiarolo.

Per quanto riguarda invece la provincia di Lecce, comprenderebbe  i Comuni già facenti parte della stesa provincia nonché quelli delle province di Taranto e Brindisi che hanno optato per il passaggio alla stessa provincia di Lecce come già detto ( per Brindisi:Carovigno, Ceglie Messapica, Cellino San Marco, Latiano, Mesagne, Oria, San Michele Salentino, San Pancrazio Salentino, San Vito dei Normanni, Torre Santa Susanna, Erchie, San Donaci e Torchiarolo e per Taranto: Avetrana).