Al Circolo Canottieri Barion si presenta il libro di Boccasile “Un nuovo Borgo”
Vittorio Polito. La Wip Edizioni di Bari ha pubblicato recentemente il volume di Giuseppina Boccasile “Un Nuovo Borgo – Ampliamento della città di Bari dal 1790 al 1900” (pagg. 150 - € 12).
Il testo offre al lettore una serie di documenti attraverso i quali è possibile ricostruire la verità storica sul periodo dei Borbone e di Murat. Colloca i Baresi e i politici del tempo tra coloro che seppero interpretare l’ammodernamento della città, evidenziando l’efficienza della burocrazia del Regno delle due Sicilie, che in pochi mesi riuscì ad attivare autorizzazioni ed appalti facilitando la realizzazione di importanti opere pubbliche come: strade, ferrovie, scuole, teatri, ospedali. Esalta, inoltre, l’onestà intellettuale di alcuni storici del 1800 come Giulio Petroni e Armando Perotti, più volte citati nell’opera, i quali ci hanno lasciato preziose testimonianze.
L’opera si divide in due parti: la prima riferita al periodo pre-unitario (primo e secondo periodo borbonico e quindi il murattiano), mentre la seconda è dedicata al periodo post-unitario e si parla, tra l’altro, delle strade di alcuni costruttori della Bari Nuova e dei Teatri. A proposito di teatri è il caso di ricordare che il primo teatro di Bari fu realizzato nella seconda metà del ’600 ed era situato accanto al Convento di Santa Scolastica, mentre il secondo ebbe sede al Sedile in piazza Mercantile e fu chiuso per il crollo del solaio il 13 luglio 1835.
L’autrice non fa solo un excursus sulla nascita e la storia del Nuovo Borgo di Bari, la cui prima pietra è datata 25 aprile 1813, voluto da Gioacchino Murat, ma è andata a “scavare” negli archivi per leggere “in diretta” norme, verbali, delibere Decurionali e dei consigli comunali dell’epoca con lo scopo di approfondire, discutere, confrontare, studiare e sottoporre, quindi, all’attenzione dei giovani l’interessante materiale documentale che è alla base della nostra storia e che Boccasile riporta anche nel suo libro.
Il volume evidenzia che Bari offriva ospitalità ai poveri provenienti da altri Comuni assegnando loro case, lavoro e assistenza sociale e sanitaria; che furono chiamati ad insegnare i più qualificati docenti del Regno, il Liceo dei Gesuiti divenne Reale Liceo Pubblico, si aprirono Istituti tecnici e nautici, si incrementò l’istruzione delle donne per consentire loro di meglio educare i propri figli. Da notare che già allora veniva riusato il materiale proveniente dalle demolizioni per dare maggiore igiene alla città. Da ciò si evince che Bari insieme al resto del meridione non era affatto un territorio più povero ed arretrato e meno istruito d’Italia ma poteva competere degnamente con le altre città del Bel Paese. Un volume utile e stimolante per ricercatori, studiosi e studenti alla vigilia del bicentenario della Bari murattiana.
Il volume sarà presentato sabato 9 febbraio 2013 alle ore 18 presso il Circolo Canottieri Barion di Bari con gli interventi di Vito Antonio Leuzzi, direttore Istituto pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia contemporanea di Bari, e l’autrice. Introduce e modera il giornalista Gustavo Delgado.
A seguire il recital di Marco Battaglia che eseguirà, con la chitarra appartenuta a Giuseppe Mazzini, brani musicali di Mauro Giuliani (1781-1829), da “Le Ore d’Apollo” op. 111 e variazioni sul tema favorito “Io ti vidi e t’adorai” dall’opera “Amazilia” op. 128 di Giovanni Pacini.
Mauro Giuliani biscegliese fu l’impareggiabile virtuoso delle sei corde che fornì al suo strumento un repertorio di imprescindibile importanza e di notevole fascino. Le composizioni per chitarra sola scelte appaiono ispirate allo stile, alle atmosfere del melodramma allora tanto in voga, veri e propri brani da concerto, ricchi di felicità inventiva, virtuosismo, cantabilità e fantasia.
Battaglia, specialista della musica dell’Ottocento, dal 1994 svolge un’intensa attività come solista, utilizzando chitarre d’epoca, anche con orchestra, nei cinque continenti e ha al suo attivo centinaia di concerti, accolti con lusinghieri successi di pubblico e di critica.
Il testo offre al lettore una serie di documenti attraverso i quali è possibile ricostruire la verità storica sul periodo dei Borbone e di Murat. Colloca i Baresi e i politici del tempo tra coloro che seppero interpretare l’ammodernamento della città, evidenziando l’efficienza della burocrazia del Regno delle due Sicilie, che in pochi mesi riuscì ad attivare autorizzazioni ed appalti facilitando la realizzazione di importanti opere pubbliche come: strade, ferrovie, scuole, teatri, ospedali. Esalta, inoltre, l’onestà intellettuale di alcuni storici del 1800 come Giulio Petroni e Armando Perotti, più volte citati nell’opera, i quali ci hanno lasciato preziose testimonianze.
L’opera si divide in due parti: la prima riferita al periodo pre-unitario (primo e secondo periodo borbonico e quindi il murattiano), mentre la seconda è dedicata al periodo post-unitario e si parla, tra l’altro, delle strade di alcuni costruttori della Bari Nuova e dei Teatri. A proposito di teatri è il caso di ricordare che il primo teatro di Bari fu realizzato nella seconda metà del ’600 ed era situato accanto al Convento di Santa Scolastica, mentre il secondo ebbe sede al Sedile in piazza Mercantile e fu chiuso per il crollo del solaio il 13 luglio 1835.
L’autrice non fa solo un excursus sulla nascita e la storia del Nuovo Borgo di Bari, la cui prima pietra è datata 25 aprile 1813, voluto da Gioacchino Murat, ma è andata a “scavare” negli archivi per leggere “in diretta” norme, verbali, delibere Decurionali e dei consigli comunali dell’epoca con lo scopo di approfondire, discutere, confrontare, studiare e sottoporre, quindi, all’attenzione dei giovani l’interessante materiale documentale che è alla base della nostra storia e che Boccasile riporta anche nel suo libro.
Il volume evidenzia che Bari offriva ospitalità ai poveri provenienti da altri Comuni assegnando loro case, lavoro e assistenza sociale e sanitaria; che furono chiamati ad insegnare i più qualificati docenti del Regno, il Liceo dei Gesuiti divenne Reale Liceo Pubblico, si aprirono Istituti tecnici e nautici, si incrementò l’istruzione delle donne per consentire loro di meglio educare i propri figli. Da notare che già allora veniva riusato il materiale proveniente dalle demolizioni per dare maggiore igiene alla città. Da ciò si evince che Bari insieme al resto del meridione non era affatto un territorio più povero ed arretrato e meno istruito d’Italia ma poteva competere degnamente con le altre città del Bel Paese. Un volume utile e stimolante per ricercatori, studiosi e studenti alla vigilia del bicentenario della Bari murattiana.
Il volume sarà presentato sabato 9 febbraio 2013 alle ore 18 presso il Circolo Canottieri Barion di Bari con gli interventi di Vito Antonio Leuzzi, direttore Istituto pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia contemporanea di Bari, e l’autrice. Introduce e modera il giornalista Gustavo Delgado.
A seguire il recital di Marco Battaglia che eseguirà, con la chitarra appartenuta a Giuseppe Mazzini, brani musicali di Mauro Giuliani (1781-1829), da “Le Ore d’Apollo” op. 111 e variazioni sul tema favorito “Io ti vidi e t’adorai” dall’opera “Amazilia” op. 128 di Giovanni Pacini.
Mauro Giuliani biscegliese fu l’impareggiabile virtuoso delle sei corde che fornì al suo strumento un repertorio di imprescindibile importanza e di notevole fascino. Le composizioni per chitarra sola scelte appaiono ispirate allo stile, alle atmosfere del melodramma allora tanto in voga, veri e propri brani da concerto, ricchi di felicità inventiva, virtuosismo, cantabilità e fantasia.
Battaglia, specialista della musica dell’Ottocento, dal 1994 svolge un’intensa attività come solista, utilizzando chitarre d’epoca, anche con orchestra, nei cinque continenti e ha al suo attivo centinaia di concerti, accolti con lusinghieri successi di pubblico e di critica.
