Presentata nuova edizione di ‘Formiconi di Puglia' di Tommaso Fiore

BARI - “A  Tommaso Fiore va ascritto il merito di aver dato una forte impronta culturale al movimento socialista pugliese”. Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna nel corso della presentazione della nuova edizione di “Formiconi di Puglia. Vita e cultura in Puglia (1900-1945)” edita dalla case editrice Lacaita di Manduria e a cui hanno partecipato il nipote del  meridionalista pugliese Tommaso Fiore, già  assessore regionale alla sanità, il direttore dell’Ipsaic (Istituto Pugliese per la Storia dell'Antifascismo e dell'Italia Contemporanea) Vito Antonio Leuzzi e Maria Grazia Lacaita in rappresentanza della casa editrice.
La prima edizione  del volume risale al dicembre 1962 e completa un trittico di studi pugliesi con le sue opere più note: Un popolo di formiche (Laterza 1952, premio Viareggio) e Il Cafone all’inferno (Einaudi 1956).
“Sono lieto di onorare quanti hanno dato il meglio di loro stessi per il socialismo come Tommaso Fiore” – ha aggiunto il presidente Introna -. ‘Formiconi di Puglia’ e il trittico di cui fa parte “fanno emergere la storia e le radici culturali del socialismo pugliese”.

“C’è una linea guida che attraversa le sue opere – ha sottolineato il nipote Tommaso Fiore -: quella della selezione e formazione dei gruppi dirigenti. Si tratta di un problema che sussiste tutt’oggi. Le Regioni farebbero bene, a 43 anni dalla loro fondazione, a verificare come sono riuscite ad impattare da questo punto di vista”. Fiore ha anche evidenziato come il Sud da 15-20 anni sia scomparso dall’agenda  nazionale e ha richiamato uno studio Svimez dello scorso anno secondo il quale per recuperare il PIL perso occorreranno al Sud almeno 50 anni. Di qui lo sforzo che devono fare le Regioni per rimettere con forza al centro del dibattito nazionale la questione meridionale nel contesto del quadro europeo.

‘Formiconi di Puglia’ – ha detto Leuzzi -  è uno spaccato della vita sociale, politica e culturale pugliese tra il 1900 e il 1945, attraversate dal giolittismo, dalla Grande Guerra, l’avvento del fascismo, i venti anni di regime, le guerre coloniali e la seconda devastante guerra mondiale. Fiore ripercorreva la storia delle lotte per la democrazia e la libertà, riproponendo alla riflessione le nobili battaglie dei repubblicani, dei socialisti, dei comunisti, dei liberali.  I ‘formiconi’ – ha aggiunto Leuzzi - sono gli intellettuali che con coerenza efficace gettarono in Puglia le fondamenta di una società moderna, aperta a forme di vita democratica. Sono De Viti De Marco, Salvemini, Modugno, Lucarelli, Carano-Donvito, Fraccacreta, che contribuirono attraverso la loro fedeltà al rinnovamento del Sud, a mutare la realtà circostante.

Tommaso Fiore, nato ad Altamura nel 1884 e morto a Bari nel 1973, laureato in Lettere a Pisa, militare nella Grande Guerra e protagonista del movimento combattentistico in provincia di Bari, fu sindaco nella città natale nel 1920. La carriera pubblicistica lo vide collaborare con Salvemini, Gobetti, Nenni e Rosselli. Antifascista e fondatore del movimento liberal socialista, fu al confino nel 1942 e di nuovo in carcere nel 1943, tre mesi prima della caduta del regime. Attivo nel gennaio del 1944 nel Congresso di Bari dei CLN, dopo l’esperienza nel Partito d’Azione si iscrisse al PSI e collaborò a riviste e quotidiani nazionali (anche l’“Avanti!” e “Paese Sera”).