Tornano i Forconi: sarà una nuova paralisi per l'Italia?

di Michele Tedesco TORINO
. Si prospetta una settimana nera, quella a venire, per l’economia italiana, per adesso solo sulla carta. La protesta del Movimento dei Forconi, che avrà inizio nella notte di domenica 8 e si concluderà venerdì 13 dicembre e che di concreto, per ora, ha solo un forte tamtam mediatico, replicherà realmente lo sconquasso che ha colpito l’ Italia tutta lo scorso anno? Il disappunto dell’associazione siciliana di pastori, allevatori e agricoltori sarà il vero detonatore della “Santabarbara italiana”? Riuscirà a espandersi e paralizzare nuovamente tutta la penisola? A conti fatti, la precedente protesta ha provocato solo code ai distributori e un incremento nel costo dei carburanti che ha colpito indistintamente l’intera popolazione. Manifestazioni, presidi, blocchi di strade, autostrade e porti sono state organizzate nei maggiori capoluoghi di regione: Torino, Cagliari, Bari, Palermo, Roma, Napoli, Milano, Bologna. Tutti sono invitati a partecipare: disoccupati, precari, studenti e chiunque voglia ribellarsi a un sistema “malato” e abbia voglia di dire: “Basta!”. Resta ancora da capire quanto potranno essere pacifiche e civili queste forme di protesta. Il leader del Movimento, Mariano Ferro, ha dichiarato in un recente comunicato: «Alla vigilia della grande mobilitazione popolare ad oltranza, che inizierà la sera dell'8 dicembre 2013, giungono copiose sempre nuove adesioni, da parte dell'Italia che soffre e che da troppo tempo chiede fatti per una svolta radicale: cittadini, comitati popolari, forze politiche. Ciò è indice di una sempre più larga condivisione degli obiettivi che ci siamo dati: per ridare speranza al nostro Paese occorre oggi con urgenza trovare le soluzioni alle tantissime vertenze irrisolte o mandare a casa un governo asservito ai potenti ed un parlamento di nominati, porre fine al far-west della globalizzazione, riprenderci la sovranità popolare e monetaria». Governo e Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e Ministero dell’ Interno non stanno certo a guardare: «In relazione ai segnalati propositi di iniziative estemporanee di protesta, con possibile attuazione di blocchi alla circolazione, si rende necessario predisporre attente, coordinate misure di ordine e sicurezza pubblica, volte a garantire il diritto di manifestare per esprimere liberamente la propria opinione, contemperandolo con la libertà di movimento e di circolazione, anch’essa costituzionalmente tutelata». Per ora, al coordinamento hanno aderito anche Liberi imprenditori federalisti europei (Life), Comitati riuniti agricoli (Cra), Cobas-latte, Cos.pa. Si sono defilate, invece, le sigle più importanti dell’ autotrasporto (Cna, Casa e Confartigianato).  

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