Letta si arrende, oggi al Colle per dimissioni
ROMA - Con mezz'ora di ritardo Matteo Renzi prende la parola alla Direzione del Pd. "Non ci saranno effetti speciali, non siamo qui per processare il governo, non parlo di staffetta" annuncia il segretario democratico che poi presenta il documento della direzione del partito. Renzi ringrazia Letta per il notevole lavoro fatto e per il suo Impegno Italia, dice no al voto anticipato e indica come unica via, seppur rischiosa e difficile, la nascita di un nuovo governo fino al 2018 per fare le riforme che servono al Paese. "Vogliamo inaugurare un nuovo percorso di legislatura per il bene dell'Italia, tornare alle urne ora non garantirebbe una maggioranza stabile", spiega Renzi che poi si dice pronto ad "assumersi la responsabilità di guidare il cambiamento con il vento in faccia". Che di fatto significa: mi propongo come nuovo premier. Nella serata di giovedì la Direzione Dem ha approvato la relazione del segretario con 136 sì e 16 no. Letta ha preso atto e venerdì 14 salirà al Quirinale per dimettersi. Tweet di Renzi: "Un paese semplice e coraggioso. Proviamoci", scrive il sindaco. Cinguettio anche di Letta: "Un grazie collettivo per i tanti messaggi ricevuti"
RENZI, VIA DALLA PALUDE - "Non faremo processo al governo, ma se siamo in condizioni di aprire pagina nuova", così Matteo Renzi nel suo intervento alla direzione Pd. "La direzione del Pd ringrazia il presidente del Consiglio per il notevole lavoro svolto alla guida del governo, un esecutivo di servizio nato in un momento delicato". Poi l'ipotesi lanciata da Renzi: "Non è un derby, siamo di fronte ad un bivio: è l'occasione chiara di tornare alle elezioni o possiamo trasformare questa legislatura in Costituente". Il segretario illustra le due strade davanti al Pd.
+ Come Renzi liquidò Letta in pochi minuti
+ "Con Pd ho ambizione smisurata"
RENZI, VIA DALLA PALUDE - "Non faremo processo al governo, ma se siamo in condizioni di aprire pagina nuova", così Matteo Renzi nel suo intervento alla direzione Pd. "La direzione del Pd ringrazia il presidente del Consiglio per il notevole lavoro svolto alla guida del governo, un esecutivo di servizio nato in un momento delicato". Poi l'ipotesi lanciata da Renzi: "Non è un derby, siamo di fronte ad un bivio: è l'occasione chiara di tornare alle elezioni o possiamo trasformare questa legislatura in Costituente". Il segretario illustra le due strade davanti al Pd.
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| La vignetta del giorno di Pierfrancesco Uva |
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"La strada delle elezioni ha una suggestione e un fascino". "L'altra, quella di un nuovo governo, è una scelta azzardata ma può avere senso se hai il coraggio di dire alle realtà europee che l'obiettivo è il 2018 con riforme elettorali, costituzionali ed il tentativo di cambiare le regole a partire da una burocrazia opprimente". "Il rilancio radicale che immaginiamo non suoni come polemica verso Letta né dal punto di vista personale nei confronti di Enrico né verso il governo che ha affrontato momenti di grande incertezza e turbolenza nell'ultimo anno". "Se l'Italia chiede un cambiamento radicale o questo cambiamento lo esprime il Pd o non lo farà nessuno. Vi chiedo tutti insieme di uscire dalla palude".
Il premier non ha dunque partecipato ai lavori della Direzione Pd. Ad annunciarlo lo stesso Letta. "Carissimi - scrive - penso che, in una giornata importante come questa, sia fondamentale che la discussione si sviluppi, e le decisioni conseguenti siano assunte, con la massima serenità e trasparenza. Per questo preferisco aspettare a P.Chigi le determinazioni che verranno prese, in modo che tutti in Direzione si sentano liberi di esprimere valutazioni ed esplicitare le decisioni che ritengono opportune".
Letta sembra davvero escludere passi indietro. Vuole andare avanti alla guida del governo, tanto che ha annunciato il nuovo patto di coalizione , ribattezzato Impegno Italia senza scadenze, e ha detto chiaramente: "Le dimissioni non si danno per dicerie e giochi di palazzo. Chi vuole venire al mio posto deve dire cosa vuole fare. Si gioca a carte scoperte".
In mattinata però Enrico Letta ha ricevuto a Palazzo Chigi il portavoce della segreteria del Pd Lorenzo Guerini e i capigruppo dei democratici in Parlamento, il deputato Roberto Speranza e il senatore Luigi Zanda. Forse un tentativo di mediazione in extremis prima dell'appuntamento decisivo, la Direzione del Pd, che sarà alle 15, pubblica e trasmessa in diretta streaming. Secondo fonti parlamentari Renzi avrebbe offerto al premier il ministero dell'Economia in cambio di un suo passo indietro. A stretto giro però è arrivata la smentita da parte dell'ufficio stampa del Partito democratico: "Non è stata fatta alcuna offerta di posizione o dicastero al premier", si legge in una nota.
Il premier non ha dunque partecipato ai lavori della Direzione Pd. Ad annunciarlo lo stesso Letta. "Carissimi - scrive - penso che, in una giornata importante come questa, sia fondamentale che la discussione si sviluppi, e le decisioni conseguenti siano assunte, con la massima serenità e trasparenza. Per questo preferisco aspettare a P.Chigi le determinazioni che verranno prese, in modo che tutti in Direzione si sentano liberi di esprimere valutazioni ed esplicitare le decisioni che ritengono opportune".
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| Letta e Renzi in una foto a P.Chigi |
In mattinata però Enrico Letta ha ricevuto a Palazzo Chigi il portavoce della segreteria del Pd Lorenzo Guerini e i capigruppo dei democratici in Parlamento, il deputato Roberto Speranza e il senatore Luigi Zanda. Forse un tentativo di mediazione in extremis prima dell'appuntamento decisivo, la Direzione del Pd, che sarà alle 15, pubblica e trasmessa in diretta streaming. Secondo fonti parlamentari Renzi avrebbe offerto al premier il ministero dell'Economia in cambio di un suo passo indietro. A stretto giro però è arrivata la smentita da parte dell'ufficio stampa del Partito democratico: "Non è stata fatta alcuna offerta di posizione o dicastero al premier", si legge in una nota.


