De Biasi: “Complimenti al presidente Renzi, ma i dati vanno letti bene”
BARI - “Se è vero che la matematica non è un’opinione e che i numeri sono perciò incontestabili, diventa quasi un dovere complimentarsi con Renzi e col Pd per il successo elettorale ottenuto soprattutto alle elezioni Europee.
Ma proprio perché il punto di riferimento sono i numeri, si rende indispensabile una riflessione a margine, anche per comprendere dinamiche e futuri scenari.
Il Pd ha ottenuto undici milioni di voti, ma questi voti vanno sicuramente rapportati alla percentuale di votanti. Stavolta è andato alle urne circa il 58 per cento degli italiani a fronte del 75 che un anno fa votò per la Camera dei Deputati. Questo vuol dire che un 42 per cento di elettori hanno scelto di starsene in disparte. E, tanto per capirci, si tratta di altri…undici milioni di italiani. Questo vuol dire che esiste una fascia consistente di indecisi o di delusi che l’altra volta probabilmente avevano espresso la loro protesta in altro modo e che stavolta hanno deciso di non decidere.
Ebbene, è proprio da questa vasta fascia di elettori delusi che bisogna ricominciare a lavorare, perché convincerli della bontà delle scelte e dei programmi potrebbe voler dire anche ridimensionare il successo ottenuto dal Pd, riportandolo a percentuali meno…democristiane, oltre che a dare nuovamente slancio al centrodestra.
Inoltre, e non è un dettaglio da poco, Renzi ha saputo sfruttare il debutto degli 80 euro in più in busta paga, guarda caso fissato proprio a fine maggio. Una sorta di incoraggiamento per quanti magari non avevano le idee chiarissime su come comportarsi al seggio elettorale. Scarsa affluenza alle urne e una nuova voce nella busta paga sono due ottimi motivi per spiegare il Pd al 40 per cento”. A riferirlo in una nota il Consigliere regionale de La Puglia prima di tutto, Franco De Biasi.
Ma proprio perché il punto di riferimento sono i numeri, si rende indispensabile una riflessione a margine, anche per comprendere dinamiche e futuri scenari.
Il Pd ha ottenuto undici milioni di voti, ma questi voti vanno sicuramente rapportati alla percentuale di votanti. Stavolta è andato alle urne circa il 58 per cento degli italiani a fronte del 75 che un anno fa votò per la Camera dei Deputati. Questo vuol dire che un 42 per cento di elettori hanno scelto di starsene in disparte. E, tanto per capirci, si tratta di altri…undici milioni di italiani. Questo vuol dire che esiste una fascia consistente di indecisi o di delusi che l’altra volta probabilmente avevano espresso la loro protesta in altro modo e che stavolta hanno deciso di non decidere.
Ebbene, è proprio da questa vasta fascia di elettori delusi che bisogna ricominciare a lavorare, perché convincerli della bontà delle scelte e dei programmi potrebbe voler dire anche ridimensionare il successo ottenuto dal Pd, riportandolo a percentuali meno…democristiane, oltre che a dare nuovamente slancio al centrodestra.
Inoltre, e non è un dettaglio da poco, Renzi ha saputo sfruttare il debutto degli 80 euro in più in busta paga, guarda caso fissato proprio a fine maggio. Una sorta di incoraggiamento per quanti magari non avevano le idee chiarissime su come comportarsi al seggio elettorale. Scarsa affluenza alle urne e una nuova voce nella busta paga sono due ottimi motivi per spiegare il Pd al 40 per cento”. A riferirlo in una nota il Consigliere regionale de La Puglia prima di tutto, Franco De Biasi.
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