ESCLUSIVO / Roberta Di Mario: "Il mio sogno? Suonare al Metropolitan di New York"

di Marco Masciopinto - All’età di 5 anni ha scoperto la passione per la musica e per il pianoforte e da quel momento non se ne più separata. Roberta Di Mario, classe 1972, ha da poco pubblicato un doppio album dal titolo “Lo stato delle cose”, composto da due progetti artistici “Songs” e “Walk on the Piano Side”, il primo con tracce cantate, il secondo solo con brani strumentali.

Il 18 maggio si esibirà in concerto assieme a Roby Facchinetti dove, sul palco, presenterà i brani del suo nuovo disco: ‘’E’ un grande onore per me – ci racconta – ho solo da imparare’’.


Perché la scelta di pubblicare in un disco due progetti come “Songs” e “Walk on the Piano Side”? 
Perché la canzone d’autore ed il pianismo contemporaneo sono le mie due anime. L’una non esisterebbe senza l’altra. Solo così mi sento completa, finalmente io, nella mia “doppia” verità.

Com’è nato il suo ‘rapporto’ con il pianoforte? 
Iniziai all’età di 5 anni, non andavo ancora a scuola. Imparai a leggere prima le note delle lettere. Le note furono il mio alfabeto. Da quel momento l’avventura con i tasti in bianco e nero iniziò e da allora non si è più fermata, anzi è in continua crescita ed evoluzione..

Ci racconta l’esperienza alla mostra internazionale di Botero a Tokyo? 
Ho avuto l’onore di scrivere la colonna sonora del video “Vivere il mondo di Botero”, legato alla mostra internazionale di Botero a Parma, ora in giro per il mondo e a Tokio appunto. L’esperienza è statastimolante, illuminante e formativa. Il brano Hands (che apre il cd “Walk on the piano side”) ha segnato un punto di svolta nel mio percorso artistico, perché mi ha dato conferma di potere e volere intraprendere la strada compositiva delle colonne sonore.

In passato ha avuto modo di suonare all’estero?
Non ancora, ci stiamo lavorando. Questo progetto discografico ha sonorità francesi e sudamericane, perciò con il mio management ha tutte le intenzioni di “spostare” il mercato anche in Europa e oltreoceano.


E’ vero che le piacerebbe partecipare alle colonne sonore dei film? 
Si, come accennavo prima, io amo comporre, in particolar modo amo dannatamente comporre musica strumentale e la cifra distintiva della mia musica rimanda ad immagini visive. La musica è l’altra metà del cinema. Vorrei essere dentro a quella parte…

Il 18 maggio si esibirà sul palco assieme a Roby Facchinetti. Cosa ci può anticipare?
Innanzitutto un grande onore fare da opening act a questo grande artista che ha fatto e fa tuttora la storia della musica italiana. Posso solo che imparare. Il mio spazio sarà dedicato naturalmente alla promozione dei miei brani de Lo Stato delle Cose, sia canzoni che brani strumentali. Inizierò e chiuderò con il pianoforte naturalmente…

Su quale prossimo palco sogna di esibirsi? 
Mi piacerebbe poter calcare i palchi dei teatri più importanti d’Italia. Non snobberei un palco della Riviera dei Fiori, per la sua 'nazional popolarità', ma un Metropolitan resta il sogno più grande!