Francia: Le Pen a briglie sciolte, "Ora referendum sull'Ue"
Buon sangue non mente. Marine Le Pen non usa mezzi termini: la Francia deve tornare al voto. La leader FN, la formazione di estrema destra uscita da un vero plebiscito alle elezioni europee, ha ribadito al presidente francese Holland la richiesta già espressa a caldo dopo il trionfo elettorale: vista la disfatta dei socialisti e il balzo in avanti del suo partito, il primo ora in Francia, deve sciogliere l'Assemblea che "non è affatto rappresentativa".
"Deve rimettere il potere nelle mani del popolo", ha aggiunto in un'intervista radio tv. Poi in conferenza stampa Le Pen chiarisce subito: se il Front National arriverà al governo organizzerà subito un referendum "per chiedere ai francesi se vogliono uscire dall'Euro".
E al premier francese Manuel Valls, che si è detto deciso ad andare avanti con le riforme, dice di non avere la "legittimità necessaria per farle". La leader dell'estrema destra francese si prepara così a una serie di incontri politici a livello europeo: mercoledì sarà a Bruxelles per discutere delle possibili alleanze al Parlamento Ue. Di certo incontrerà i rappresentanti del partito neonazista greco Alba Dorata, quelli dello Jobbik ungherese e il partito bulgaro Ataka. Escluso invece un faccia a faccia con il neonazista tedesco Udo Voigt che ha conquistato il seggio a Strasburgo.
"Deve rimettere il potere nelle mani del popolo", ha aggiunto in un'intervista radio tv. Poi in conferenza stampa Le Pen chiarisce subito: se il Front National arriverà al governo organizzerà subito un referendum "per chiedere ai francesi se vogliono uscire dall'Euro".
E al premier francese Manuel Valls, che si è detto deciso ad andare avanti con le riforme, dice di non avere la "legittimità necessaria per farle". La leader dell'estrema destra francese si prepara così a una serie di incontri politici a livello europeo: mercoledì sarà a Bruxelles per discutere delle possibili alleanze al Parlamento Ue. Di certo incontrerà i rappresentanti del partito neonazista greco Alba Dorata, quelli dello Jobbik ungherese e il partito bulgaro Ataka. Escluso invece un faccia a faccia con il neonazista tedesco Udo Voigt che ha conquistato il seggio a Strasburgo.
