Se il 'Cyrano' di Rostand (e Fenzo) racchiude l’anima francese
di Francesco Greco. MAGLIE (Le) – “Non ho guanti?... E vi pare un guaio?... Me ne restava uno d’un vecchio paio e ciò malgrado me lo sentivo in più tanto da darlo in faccia, non ricordo a chi fu!”. Se c’è un romanzo, e un personaggio, che racchiude per intero tutto lo spirito indomito della Francia, la sua anima profonda, lo sguardo aperto e la smania di nuovo, ma anche la frustrazione per il dominio di Cesare stemperata poi nella grandeur, è il “Cyrano de Bergerac”.Personaggio reale, Hercule Savinien de Cyrano de Bergerac (Cyrano era il cognome: Parigi 1519-Sannois 1655), fu filosofo, scrittore, drammaturgo nonché soldato (per necessità, avendo perduto l’aiuto economico del padre). Cyrano è considerato un precursore della letteratura fantascientifica ma anche un laico senza ripensamenti, un libertino, un uomo che incarnò lo spirito anticlericale del suo tempo. Nacque dalla piccola nobiltà, temperamento stravagante e fumantino, dopo gli studi visse a Parigi inciampando nelle opere di intellettuali che contribuirono alla sua formazione, segnandola in profondità: Moro, Campanella, Luciano, il Castiglione, ecc. A 20 anni il primo duello.
Per necessità entrò come cadetto nella compagnie delle Guardie. Nel 1640 partecipò all’assalto di Arras: protagonista di altri duelli, riportò due ferite: al collo e alla guancia. L’esercito però ben presto gli andò stretto, lo soffocò. Si congedò per seguire la sua passione: la letteratura. Entrò nel collegio di Lisieux dove fu sodale di altri libertini, fra cui Gassendi e Molière. Divenne famoso per il coraggio mostrato nei duelli. Il “mal francese” (la sifilide) lo costrinse a chiudere quel periodo della sua vita. Tornò ai libri: Galileo, Copernico. ecc. Morì a 36 anni per le conseguenze della caduta da una trave.
E dunque, con l’immortale opera teatrale del 1897 Edmond Rostand è riuscito a imprigionare, nel “Cyrano” l’essenza di un popolo e il pathos del suo tempo: il Seicento dei Lumi (da Montaigne a Voltarie), delle eresie, dei roghi, dell’avventura nel dna, del cuore oltre l’ostacolo, del senso dell’onore e della lotta per scomporre il puzzle sociale che poi sarebbe sfociata nella Rivoluzione Francese e nella Comune di Parigi con cui un popolo si affrancò, per sempre, dal dominio e il sopruso dei pochi rivendicando la sua dignità dinanzi alla Storia.
Un tempo che la banalità dei format d’oggi soffoca sotto il logo riduttivo “cappa e spada” e che invece ha incubato la modernità che attraversiamo insonni, i suoi sogni, le utopie, le conquiste, ma anche le disillusioni, come singoli e come umanità.
A ridare vigore a un personaggio così sfaccettato e polisemico, ecco l’idea delle Edizioni Voilier (www.edizionivoilier.com) di Maglie, nel Salento (la sola casa editrice di fumetti in Puglia che tramite gli appuntamenti fieristici si è fatta conoscere nel mondo sino a divenire un’eccellenza del Mezzogiorno) di mandare nelle librerie, a fine 2013, il “Cyrano de Bergerac” firmato dal maestro Stelio Fenzo (pp. 64, € 14.90), collana “Idolo” (grafica, lettering e impaginazione Luigi Fiorindo, direzione editoriale Fabrizio Malerba, Grafiche Giorgiani, Andrano).
Idea vincente perché la “riduzione” a fumetti dell’opera è diventata un “cult”. E non poteva essere altrimenti: Fenzo è ha un lungo excursus nei classici: da “Lord Jim” a “Robin Hood” e a “L’ultimo dei Mohicani”. E’ uno dei protagonisti della “scuola veneziana”, comincia col gruppo di illustratori detto “Asso di Picche”, di cui fa parte anche Hugo Pratt. Nel ’50 entra al “Vittorioso”, poi nel ’53 va a vivere in Inghilterra dove lavora per “Fleetway” e per “Thompson” praticando il genere rosa e poliziesco). Negli anni Sessanta torna in Italia e realizza, per l’Editoriale Sepim, due personaggi creati da Pratt: “Capitan Moko” e “Kiwi”. Dal 1971 al 2000 lavora al “Giornalino” illustrando personaggi seriali, fra cui “Simba”. Due anni fa ha ricevuto il “Prix Saint-Michel Prestige” alla carriera dalle mani del Ministro della Cultura belga al Festival del Fumetto di Bruxelles.
La trasposizione, godibilissima, è un’idea che risale alla fine degli anni Novanta. Era stata ideata per il settimanale “il Giornalino” (Edizioni San Paolo), ma era rimasta nei cassetti. Ora ha visto la luce grazie alla casa editrice di Maglie (prossima uscita “Miticoperaio”, del barese Sebastiano Vilella). Marco Laggetta (redazione ed editing con Ilaria Ferramosca, ) spiega i retroscena della raffinata operazione editoriale: “Raccontare una storia con un linguaggio diverso da quello letterario, specie se è il fumetto, vuol dire metterla in scena… La prima serie regolare di adattamenti di classici in Italia – aggiunge ricostruendo il background - risale al 1953, quando il Laboratorio Chimico Farmaceutico Granelli di Milano, produttore della famosa Magnesia S. Pellegrino inizia a omaggiare i suoi più giovani acquirenti con gli albi spillati a strisce della Collana di libri celebri ridotti e illustrati”.
E ora non resta che procurarselo e godersi il “Cyrano” tavola dopo tavola…