'Storia di una ladra di libri': la recensione

di Frédéric Pascali - L’attuale stagione cinematografica si arricchisce di un’opera che senza indugio entra nel novero delle “più emozionanti”. Merito del regista britannico Brian Percival che fa suo l’adattamento del volume di Markus Zusak, “La bambina che salvava i libri”. Pur non sfuggendo del tutto a prestare il fianco a una certa, quasi necessaria, retorica, la pellicola di Percival non ne rimane schiava, scrollandosi di dosso ogni incertezza soprattutto grazie ai suoi interpreti,come la giovanissima Sophie Nélisse e i due mostri sacri Emma Watson e Geoffrey Rush. Ne scaturisce una favola bella e struggente che dei sentimenti traccia i punti di contatto. Nella Germania degli anni subito precedenti lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale vive Liesel Meminger, una graziosa ragazza che la madre, in fuga per le sue attività comuniste, è costretta ad abbandonare a una nuova famiglia, i coniugi Rosa e Hans Hubermann. Dopo un iniziale tentennamento il legame tra i tre diventa fortissimo. Liesel dimostra da subito una grande curiosità verso i libri e, anche grazie all’aiuto di Hans, da analfabeta diventa un’accanita lettrice. Con la promulgazione delle leggi razziali e lo scoppio della guerra la vita di tutti si complica. L’arrivo di un giovane ebreo, Max, figlio di un vecchio commilitone di Hans ai tempi della Prima Guerra Mondiale, contribuisce alla formazione di Liesel e alla sua curiosità per le cose del mondo. La fanciulla sfrutta ogni occasione pur di leggere qualcosa di nuovo e per un libro in più è pronta a rischiare tutto, supportata dal suo amichetto Rudy, perdutamente innamorato di lei. Ma sono anni bui e la vita e la morte incrociano spesso le loro strade, cosicché tra le macerie pochi sopravvivono e molti finiscono nei ricordi. L’eccellente fotografia di Florian Ballhaus fa da sfondo alla voce narrante di Roger Allam, la “Morte”, che declina i suoi intenti e le storie dei singoli. Una trovata non nuova, ma molto efficace, che distilla sapientemente le emozioni della pellicola, acuite dalla colonna sonora firmata John Williams, nomination agli ultimi Oscar.