Risorgimento e Mezzogiorno, rassegna di studi storici

di Vittorio Polito - È in distribuzione il n. 47-48, anno XXIV, del periodico “Risorgimento e Mezzogiorno”, rassegna di studi storici, edita da Levante Editori di Bari (pagg. 272 - € 20), a cura del Comitato di Bari

dell’Istituto per la Storia del Risorgimento, diretto da Giuseppe Poli, responsabile Nicola Roncone.

Il periodico, fondato da Matteo Fantasia, compie 24 anni ed apre con l’editoriale di Nicola Roncone “Una lunga tradizione di studi e ricerche”, nel quale sottolinea l’evidente riduzione delle risorse e dei finanziamenti per le iniziative culturali, come quelle a cui si richiama questo periodico. Roncone assicura anche che «Una rivista come “Risorgimento e Mezzogiorno” non potrà sottrarsi e non rifiuterà di fornire il suo apporto per ovvie ragioni derivanti dall’unanime riconoscimento di quella guerra come continuazione e compimento degli ideali risorgimentali più autentici».

Seguono alcuni saggi firmati da Giuseppe F. De Tiberiis “Economia, politica e società nel pensiero di Romualdo Sterlich”; da Marco Giannini “La questione delle temporalità della chiesa da Cavour a Porta Pia; da Domenico Sacco: Forze politiche e questione emigratoria: aspetti del dibattito sul Mezzogiorno in età giolittiana.

Per le “Fonti, Archivi e Biblioteche”, Massimiliano Pezzi firma “La peste nell’Impero Ottomano (1812); Rosaria Colaleo “Tracce della carboneria nell’Archivio Diocesano di Conversano”; Tommaso Russo scrive de “Il 1848 in Basilicata”; Dora Donofrio del Vecchio tratta de “I Mille, l’esercito meridionale ed i garibaldini di Capitanata e d’Irpinia”; Raffaele Macina presenta “Alle origini del Movimento operaio in Italia meridionale: Stefano Caporusso seguace ‘fedele’ di Bakunin”; Antonio Napolitano chiude la sezione con “La funzione strategico-militare di Taranto dopo l’Unità nella lungimirante prospettiva di Cataldo Nitti”.

Tra le note e discussioni si registrano quelle di Massimiliano Pezzi, e Tommaso Russo e Domenico Sacco.

Chiude il fascicolo il capitolo delle recensioni ed il consueto Notiziario.

Ci piace sottolineare la varietà degli argomenti trattati e l’alto livello dei saggi che sono una risorsa per tutti gli studiosi pugliesi. In quasi trecento pagine si dà risalto alla sostanza degli argomenti e sembra quasi che si voglia condensare il tutto comprimendo le pagine, ossia il volume poteva risultare benissimo di 500 pagine. In un’epoca in cui si stampano libri che potrebbero essere semplici articoli di giornali, fa piacere notare che si torni

a dare valore alla carta e alla parola scritta. Il corpo piccolo della compilazione dei testi potrebbe dar fastidio a qualche anziano come il sottoscritto, ma il vero studioso apprezzerà lo sforzo del contributo scientifico.

Non conosco personalmente il prof. Poli, il presidente dell’Istituto per la Storia del Risorgimento della Puglia che è l’anima della rivista, ma ho imparato ad apprezzarlo leggendo il suo saggio introduttivo ai tre volumi della “Terra di Bari”, recentemente riproposti da Levante. Io sono uno dei pochi possessori di una delle copie della precedente ristampa targata 1986 e devo dire che questa nuova iniziativa trae enorme giovamento dalle notizie che il professore illustra e quasi guida il lettore ad una consultazione corretta, riuscendo a carpirne l’interesse. Ritengo che il nostro Ateneo debba molto a queste figure di studiosi, forse poco visibili, ma che garantiscono un prestigio ed un futuro ad una Università che vanta, ha vantato e vanterà tanti illustri figli.

Queste iniziative fanno sentire l’estensore di questo articolo orgoglioso di

essere cittadino di questo meraviglioso paese che è l’Italia.