Cgil contro Renzi, 'Strada presa divide Paese'

"C'è molto nervosismo nelle parole del presidente del Consiglio che ancora una volta evoca fantasmi e complotti, lancia invettive e ammonimenti ma evita accuratamente di dire come si crea lavoro e come si rilancia il Paese". Lo afferma la Cgil, secondo cui "quella imboccata non è la strada giusta. Al contrario, è proprio quella che divide il Paese".

In mattinata era è arrivato a Brescia il premier Renzi e fuori del cancello sono fioccate le contestazioni.

E' quanto accaduto all'ingresso di una fabbrica meccanica (territorio naturale della Fiom), la Palazzoli Srl. Ad attenderlo in circa 400 persone, tra centri sociali e metalmeccanici poco entusiasti del Jobs Act. Una misura, quest'ultima, nei confronti della quale in molti vedono sempre piu' chiaro all'orizzonte il ricorso al voto di fiducia.

Renzi + entrato senza rilasciare dichiarazioni. Dentro, dal microfono, scatena l'offensiva mediatica. "E' stato progettato in queste settimane un disegno per dividere il mondo del lavoro. E' una delle idee che ha fermato l'Italia; se abbiamo perso vent'anni e perche' c'e' chi ha pensato di dividere in due il mondo del lavoro", spiega. Se fuori c'e' la Fiom, la platea di fronte a lui e' quella degli industriali locali, ed ha nei suoi confronti un atteggiamento molto diverso.

"L'Italia e' unica e indivisibile, e' l'Italia di chi ama i propri figli", aggiunge Renzi, "Vogliono contestare il Governo, bene, e' un loro diritto, se vogliono contestare lo facciano pero' senza invadere il campo di gioco dello scontro politico.

Se si vuole placcare il governo ci sono tante strade ma senza strumentalizzare i disoccupati e i precari". Il loro dolore, soggiunge, va rispettato.

Quando finisce dal palco, si attacca a twitter."Ieri dicevano che eravamo ragazzini, oggi che siamo poteri forti.

Facciamo paura, perche' hanno capito che questa e' la volta buona", scrive. Qualcuno interpreta il messaggio come indirizzato ad Eugenio Scalfari o, piu' in generale, a quegli opinion maker che in questi giorni non hanno rinunciato ad attaccare il governo.

Governo che questa settimana sara' impegnato proprio sul fronte della legge di stabilita' e della riforma del lavoro. Il tema del ricorso alla questione di fiducia affiora in continuazione. Il ministro del lavoro, Poletti, pare escluderla. Cosi' anche Orfini, ma in modo piu' dubitativo.

Intanto arriva la notizia che la fiducia verra' chiesta su un altro provvedimento, la riforma del processo civile.