L’olio di Puglia tra storia e proprietà nutritive
di Simona Dongiovanni, dietista e nutrizionista - L’Ulivo (Olea europea) ha le sue origini nel Mediterraneo orientale e nel Medio Oriente. Simbolo di pace, albero di lunga vita, l’ulivo è uno degli elementi caratterizzanti del paesaggio salentino.
L’albero ha trovato in Puglia l’habitat ideale per crescere e produrre. La sua comparsa nell’area pugliese risale a diversi millenni fa; i reperti testimoniano che alcune popolazioni si nutrivano di olio circa 10 mila anni fa. I primi a diffonderne la coltivazione sono stati i navigatori fenici e greci, e successivamente gli arabi ed i romani. Il Salento è stato il “faro” che ha visto l’intrecciarsi di varie culture. Grazie alla posizione geografica e quindi anche alla presenza del mare, è stato facile per i nostri “antenati” spostarsi via mare; infatti l’intensificarsi dei traffici marittimi lungo le coste del Meridione d’Italia a opera di fenici, greci e romani fu alla base dello sviluppo dell’olivicoltura in Puglia. Anche le tecniche di produzione sono antichissime. Reperti archeologici dimostrano che le macine in pietra erano già presenti in quei tempi e che le pratiche di coltivazione sono altrettanto antiche. Durante gli anni della storia che conosciamo, l’olio d’oliva assunse una funzione strategica nel campo del commercio e delle attività di scambio tra i diversi popoli, soprattutto durante l’Impero Romano.
Dopo la sua caduta, la storia subì profondi cambiamenti, ma la produzione di olio risorse con la nascita dei Comuni e dei Monasteri. I porti di Brindisi, Gallipoli, Otranto e Taranto divennero mèta di navi che trasportavano enormi quantità di olio, permettendo così lo scambio con altre città italiane anche culturalmente più ricche del Salento.Più avanti, con il susseguirsi degli anni e grazie anche all’avanzare della manodopera, vennero costruite strade che collegavano la Puglia con altre regioni. La commercializzazione dell’olio quindi avveniva anche via terra e la sua posizione diveniva già a quei tempi, intorno alla seconda metà del 1500, una delle risorse economiche più importanti del territorio.
A questi anni di fioritura dell’economia, seguì un momento difficile dovuto alla condizioni climatiche e portò il Salento a sprofondare in un periodo buio di carestia. Per fortuna la crisi registrata nella metà del XVII secolo non fu di lunga durata e già verso la fine del ‘600 si ebbe una forte ripresa dell’economia agricola.
Da allora la cultura dell’ulivo ha conosciuto solo periodi di espansione e le tecniche di coltivazione sono state caratterizzate da un costante progresso, grazie anche alla tenacia e alla voglia di grandi agricoltori che hanno sempre lavorato con amore e passione la propria terra.
Gli ulivi secolari, le tecniche di produzione dell’olio e le sue trasformazioni, caratterizzano la terra e la cultura salentina, regalando al paesaggio qualcosa di unico caratterizzato dai colori intensi del verde degli alberi, dal colore marrone quasi rossiccio della terra.
Prodotto principe dell’agricoltura salentina e pugliese, è sicuramente tutt’oggi una delle più importanti perle di ricchezza per questa terra. L’opera di alcuni nobili ha contribuito alla creazione di vastissime estensioni olivate a scapito della macchia mediterranea; l’olivicoltura, quindi, è una delle attività economiche più antiche del Salento, tanto da impegnare buona parte dell’intera superficie.
La tradizione produttiva risale a tempi antichi come detto e tale costume è rimasto vivo nella nostra cultura. La riscoperta della dieta mediterranea ha reso finalmente giustizia al re degli oli, l’olio d’oliva che, insieme ad altri prodotti alimentari (cereali, frutta e verdura, legumi), costituisce il modello ritenuto più salutare e corretto di nutrizione.
Perché scegliere l’olio extravergine di oliva? Per olio extravergine di oliva (EVO) si intende un olio ottenuto dalla spremitura delle drupe ovvero i frutti della pianta Olea europea Leccino meglio nota come Ulivo. Scegliere questo prodotto significa consumare un alimento naturale al 100% composto per la maggiore da grassi cosiddetti buoni, “amici” dell’organismo. In particolare acidi grassi monoinsaturi, come l’acido oleico, che si è dimostrato avere un’importante azione preventiva sul tumore del colon e della mammella, nonché importanti effetti positivi anche sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari e sulla riduzione del colesterolo “cattivo” LDL e aumentare invece il colesterolo “buono” HDL. Inoltre sono presenti fitosteroli e polifenoli che possiedono importanti attività antiossidanti, risultano utili nei processi infiammatori e nella prevenzione di malattie autoimmuni; un’altra molecola presente è lo squalene, che possiede un forte potere chemio preventivo.Le proprietà benefiche dell’olio extravergine di oliva sono ormai note e se ne consiglia l’uso quotidiano in giuste quantità per condire le proprie ricette, tale da apportare gusto e salute a tavola.
L’albero ha trovato in Puglia l’habitat ideale per crescere e produrre. La sua comparsa nell’area pugliese risale a diversi millenni fa; i reperti testimoniano che alcune popolazioni si nutrivano di olio circa 10 mila anni fa. I primi a diffonderne la coltivazione sono stati i navigatori fenici e greci, e successivamente gli arabi ed i romani. Il Salento è stato il “faro” che ha visto l’intrecciarsi di varie culture. Grazie alla posizione geografica e quindi anche alla presenza del mare, è stato facile per i nostri “antenati” spostarsi via mare; infatti l’intensificarsi dei traffici marittimi lungo le coste del Meridione d’Italia a opera di fenici, greci e romani fu alla base dello sviluppo dell’olivicoltura in Puglia. Anche le tecniche di produzione sono antichissime. Reperti archeologici dimostrano che le macine in pietra erano già presenti in quei tempi e che le pratiche di coltivazione sono altrettanto antiche. Durante gli anni della storia che conosciamo, l’olio d’oliva assunse una funzione strategica nel campo del commercio e delle attività di scambio tra i diversi popoli, soprattutto durante l’Impero Romano.
Dopo la sua caduta, la storia subì profondi cambiamenti, ma la produzione di olio risorse con la nascita dei Comuni e dei Monasteri. I porti di Brindisi, Gallipoli, Otranto e Taranto divennero mèta di navi che trasportavano enormi quantità di olio, permettendo così lo scambio con altre città italiane anche culturalmente più ricche del Salento.Più avanti, con il susseguirsi degli anni e grazie anche all’avanzare della manodopera, vennero costruite strade che collegavano la Puglia con altre regioni. La commercializzazione dell’olio quindi avveniva anche via terra e la sua posizione diveniva già a quei tempi, intorno alla seconda metà del 1500, una delle risorse economiche più importanti del territorio.
A questi anni di fioritura dell’economia, seguì un momento difficile dovuto alla condizioni climatiche e portò il Salento a sprofondare in un periodo buio di carestia. Per fortuna la crisi registrata nella metà del XVII secolo non fu di lunga durata e già verso la fine del ‘600 si ebbe una forte ripresa dell’economia agricola.
Da allora la cultura dell’ulivo ha conosciuto solo periodi di espansione e le tecniche di coltivazione sono state caratterizzate da un costante progresso, grazie anche alla tenacia e alla voglia di grandi agricoltori che hanno sempre lavorato con amore e passione la propria terra.
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| Simona Dongiovanni |
Prodotto principe dell’agricoltura salentina e pugliese, è sicuramente tutt’oggi una delle più importanti perle di ricchezza per questa terra. L’opera di alcuni nobili ha contribuito alla creazione di vastissime estensioni olivate a scapito della macchia mediterranea; l’olivicoltura, quindi, è una delle attività economiche più antiche del Salento, tanto da impegnare buona parte dell’intera superficie.
La tradizione produttiva risale a tempi antichi come detto e tale costume è rimasto vivo nella nostra cultura. La riscoperta della dieta mediterranea ha reso finalmente giustizia al re degli oli, l’olio d’oliva che, insieme ad altri prodotti alimentari (cereali, frutta e verdura, legumi), costituisce il modello ritenuto più salutare e corretto di nutrizione.
Perché scegliere l’olio extravergine di oliva? Per olio extravergine di oliva (EVO) si intende un olio ottenuto dalla spremitura delle drupe ovvero i frutti della pianta Olea europea Leccino meglio nota come Ulivo. Scegliere questo prodotto significa consumare un alimento naturale al 100% composto per la maggiore da grassi cosiddetti buoni, “amici” dell’organismo. In particolare acidi grassi monoinsaturi, come l’acido oleico, che si è dimostrato avere un’importante azione preventiva sul tumore del colon e della mammella, nonché importanti effetti positivi anche sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari e sulla riduzione del colesterolo “cattivo” LDL e aumentare invece il colesterolo “buono” HDL. Inoltre sono presenti fitosteroli e polifenoli che possiedono importanti attività antiossidanti, risultano utili nei processi infiammatori e nella prevenzione di malattie autoimmuni; un’altra molecola presente è lo squalene, che possiede un forte potere chemio preventivo.Le proprietà benefiche dell’olio extravergine di oliva sono ormai note e se ne consiglia l’uso quotidiano in giuste quantità per condire le proprie ricette, tale da apportare gusto e salute a tavola.

