'L’atto d’amore' dall’inglese all’italiano

di Vittorio Polito - È stato pubblicato in cofanetto il vol. V (Tomo I e II) del Lessico erotico inglese-italiano dal titolo “L’atto d’amore” del prof. Antonio D’Eugenio (Levante Editori – pagine 1500 - € 118). La pubblicazione, che fa parte della collana di Didattica e Manualistica Femio, diretta da Francesco De Martino, prende in esame i termini allusivi, attenuativi, equivoci, evasivi, ineffabili e sostitutivi riguardanti i rapporti amorosi e i protagonisti dell’attività sessuale. Era da marzo che la leggiadra signora Angela, della casa editrice Levante, mi dava per imminente l’uscita de ‘L’atto d’amore’. L’autore, il noto studioso prof. Antonio D’Eugenio, con pazienza inglese e perizia italiana ha saputo unire le sue profonde conoscenze britanniche alla riconosciuta notevole esperienza di lessicografo. Anche all’editore, nonostante la fama conquistata negli anni di essere super veloce nel confezionare i libri, per portare a termine l’impresa sono stati necessari i canonici nove mesi dal primo approccio o atto d’amore. Fin qui tutto nella norma, se non fosse che si sia trattato di parto gemellare. Quando ho avuto fra le mani il cofanetto, fuor di metafora e di… ‘culla’, ho dovuto verificare che si trattava di due volumi di complessive 1500 pagine, a dimostrazione che Levante ormai si sia specializzata in opere enciclopediche (Forse è questo il motivo per cui i molti amici che ho loro indirizzato per pubblicare libri normali di 200 pagine hanno collezionato cortesi rifiuti, eccetto i raccomandati: preciso che il termine va inteso nel senso che Poste Italiane accorda alla corrispondenza e, quindi, non avevo intenzioni denigratorie, ma solo elogiative).
Noto con amabilità che i ‘dolci’ fratelli Cavalli si sono lasciati andare a tal punto da confezionare ormai solo opere d’arte da ‘millefogli(e)’: mi compiaccio con me stesso per l’istrionica battuta, ma i doppi sensi del prof. D’Eugenio mi hanno ispirato. Il sabato giorno della ricorrenza di S. Alberto sono passato da Gianni Cavalli per far presente che mi reputavo inadeguato a stilare una eventuale, in verità mai richiesta dall’editore, recensione e anche per salutarlo dal momento che, voci aziendali, lo davano in partenza per le sue mitiche e immaginifiche ‘crociere spaziali’. Subito Gianni, per essere in linea con il ‘dolce’ di cui sopra, ha fatto partire una delle sue generose e taglienti battute, profonde a tal punto che ha ritenuto opportuno indossare il camice medico e provvedere personalmente ai punti di sutura. Fuor da parafrasi due giorni dopo la signora Angela mi ha passato delle notizie sui libri scritte di proprio pugno dall’autore. Ritengo giusto sottoporvele integralmente e vi consiglio di leggerle con attenzione, quella attenzione che non serve quando vi avvicinate alle mie parole in libertà. Scrive il prof. Antonio D'Eugenio : «Casi di incomprensione e momenti di sconcerto, dovuto all’impiego di doppi sensi, di espressioni metaforiche, di voci eufemistiche, di parole equivoche e di termini allusivi nel parlare quotidiano, nei mass media e nelle opere di narrativa e attualità, costellano l’esperienza di uno straniero, che per motivi di studi, di lavoro o di piacere, risiede, per breve o lungo tempo, in un paese di lingua inglese. Questo senso di disagio, sperimentato durante i vari periodi di permanenza in ambienti anglosassoni, ha acuito il mio interesse per il linguaggio evasivo. Ho tentato un primo approccio durante un semestre trascorso all’Università di Reading nel 1982, ma, constatata la vastità e complessità dell’argomento, ho preferito circoscrivere l’indagine ai ‘Falsi amici inglesi’ – quelle voci graficamente simili in inglese e italiano ma semanticamente differenti, come per es. ‘eventually’ che significa ‘alla fine’ e non ‘eventualmente’ – (Atlantica 1984). Durante gli anni accademici 1988-90, poi, ho avuto l’opportunità, quale ricercatore borsista dell’Università del Kent in Canterbury, di approfondire le tematiche e la terminologia del ‘Lessico erotico inglese’: dalle parti anatomiche al corpo umano, dall’innamoramento al matrimonio, dall’attività amorosa al fenomeno della prostituzione e delle devianze sessuali. Da lessicografo ho ricercato, scoperto, registrato e trascritto nel testo il frasario riguardante il lessico erotico inglese, usato da scrittori anglofoni dal ’500 ai nostri giorni, e dai mass media. Le risultanze di questa ricerca sono state accolte da Levante Editori di Bari e inserite nella collana FEMIO diretta da Francesco De Martino. I primi cinque volumi, già pubblicati, trattano dell’apparato genitale maschile (vol. I, 2002, più di 3500 termini, pp. 392); dell’anatomia sessuale femminile (vol. II, 2004, più di 5000 termini, pp. 481); del corpo umano, oggetto di desiderio, di piacere e di oltraggio (vol. III, 2005, più di 3800 termini, pp. 480); dell’amore e delle sue manifestazioni (vol. IV, 2008, più di 5500 termini, pp. 602); dei rapporti amorosi e dei protagonisti dell’attività sessuale (vol. V, Tomo primo e Secondo, 2014, più di 17000 termini, pp. 1443). Mentre i saggi sulla prostituzione (vol. VI) e sulle pratiche amatorie (vol. VII) sono in preparazione. Il linguaggio eufemistico, metaforico, allusivo e gergale, che arricchisce e contraddistingue ogni volume, viene espresso con nomi di persone o di animali (e.g. John Thomas e cat rispettivamente ‘genitali maschili e femminili’); con immagini agro-alimentari e floreali (e.g. morsel ‘una bella ragazza / un partner sessuale e flower ‘parti intime della donna’); con modi di dire letterari, colloquiali e familiari (e.g. turrets ‘mammelle’, chat so up ‘cercare di attaccare con una persona dell’altro sesso’ e beef ‘un bel pezzo di uomo / di donna’; con denominazioni dialettali e gergali (e.g. mommet ‘bambino’ e petticoat-pensioner ‘mantenuto’); con vocaboli dotti e scientifici (e.g. gravid ‘gravida’ e copulate ‘copulare’); con parole di origine latina e straniera (e.g. rem in re ‘il coso nella cosa’, enceinte ‘incinta’, peccadilloes ‘scappatelle’ e shickster ‘ragazza non ebrea’); con espressioni obsolete e rare (e.g. nature ‘il sesso dell’uomo / della donna’ e the bends ‘il ciclo mensile’); con termini del linguaggio militare, sportivo, studentesco, ecc. (e.g. one and only ‘amorosa’, get to first base ‘baciare’ e grovel ‘sbaciucchiamento’); con metafore bibliche (e.g. uncover nakedness e wash one’s feet ‘fare sesso’); con espressioni antonomastiche, iperboliche e metonimiche (e.g. Be in like Flynn ‘essere un dongiovanni’, die ‘raggiungere l’apice del piacere sessuale’ e fishing fleet ‘donne alla ricerca di un marito’); con voci apocopate e ineffabili (e.g. bod ‘uomo/donna di bell’aspetto’ e Ani chance of a f***?’ c’è possibilità di una sc…?); con termini di etimo sconosciuto o incerto (e.g. tonk ‘pisellino’ e quandong ‘fanciulla’; con espressioni alterate (e.g. dinah ‘fidanzata’ e basket ‘bastardo’ rispettivamente alterazioni fonetiche di ‘dona’ e ‘bastard’); con locuzioni volgari e spregiative (e.g. screw ‘fottere’ e dickhead ‘testa di c….’); con termini diffamatori e offensivi (e.g. cunt! ‘stronzo’, jerk ‘stupido’ e slag ‘puttana’); con perifrasi e circonlocuzioni (e.g. the places completely sheltered from the sun ‘il sesso femminile’ e Why keep a cow when milk is so cheap? ‘Perché sposarsi quando ci sono tante donne disponibili?’); con sostituti scherzosi e forme ipocoristiche (e.g. fore-buttocks ‘tette’ e rosette ‘lo sconcio della donna’); e con rime gergali (e.g. Niagara Falls – versifica con balls –‘zebedei’ e cattle truk – fa rima con fuck – ‘avere un rapporto sessuale’). Ognuno di questi saggi non ha la struttura di un vero e proprio dizionario, perché il criterio con il quale è stato ordinato è extralinguistico. Infatti, le parole non vengono elencate in ordine alfabetico, bensì sono state prima disposte per argomento, poi raggruppate a seconda del tipo di linguaggio in cui sono espresse ed infine inventariate alfabeticamente. Ritengo che questo sistema faciliti e renda più interessante ed amena la lettura del testo, anche se ne impedisce una rapida consultazione, che può essere sempre fatta ricorrendo all’indice analitico. Quasi tutti i termini o locuzioni sono corredati da uno o più esempi per contestualizzarne il significato. Le citazioni provengono da dizionari generici e specifici, da opere di narrativa e attualità, da giornali quotidiani e settimanali, da riviste e rotocalchi, compresi quelli femminili, e da raccolte del lessico eufemistico e della letteratura erotica in generale.

Seguendo l’indirizzo oggi prevalente in lessicografia ogni lemma nel testo è seguito, ove fosse necessario:
a) dalla data approssimativa, anno o secolo, di prima comparizione nella lingua;
b) da un breve cenno sulla etimologia, sulla provenienza o sul significato letterale;
c) dall’indicazione, in forma abbreviata, della qualifica grammaticale
(aggettivo, nome, verbo, ecc.); dell’uso linguistico (figurato, poetico, obsoleto, raro); dal contesto specializzato in cui ricorre (termine carcerario, medico, militare, postribolare, studentesco, tecnico, ecc.); del registro espressivo nel quale si adopera (letterario, colloquiale, dialettale, slang, volgare, ecc.) e della varietà della lingua a cui si riferisce (inglese americano, australiano, britannico, canadese, irlandese, ecc.).
Questi saggi, nello stesso tempo libri di lettura, manuali di studio e strumenti di consultazione, sono utili non solo agli specialisti, agli interpreti, ai traduttori e ai cultori della lingua inglese, ma anche alle persone di cultura e agli appassionati del lessico erotico in generale.
La collana dei 7 volumi, una volta completata, rappresenterà lo studio scientifico più sistematico e completo sull’argomento in circolazione, sinora inesistente in inglese, che, nelle parole di Levante Editori, è già entrato ‘di diritto nel patrimonio universitario internazionale’» (Orsogna 17 novembre 2014).

Questo lo scritto dell’autore. Cosa dire di più? Resto in ‘erotico’ silenzio al pensiero che sono in arrivo ulteriori volumi che ci fanno percepire quanto gli italiani siano unici al mondo e quanto il loro ingegno multiforme spazi e ‘galoppi’ nei campi più disparati. A proposito di ingegno vi segnalo un saggio di Cosma Siani, docente di Lingua inglese e Didattica della letteratura inglese all’Università di Roma Tor Vergata, che, in uno scritto su Giuseppe Gioachino Belli dal titolo ‘BELLI in inglese: traduttori e traduzioni recenti (1984-2009), pubblicato all’interno di un volume denominato ‘BELLI DA ROMA ALL’EUROPA’ curato da Franco Onorati, Aracne 2009, cita con dovizia di particolari e grande apprezzamento i testi del lessico erotico inglese italiano. Una mia ultima piccola divagazione è quella che avendo notato che il D’Eugenio vive in provincia di Chieti ritengo possa essere stato influenzato dalla letteratura dannunziana, ma per ‘PIACERE’ non vorrei avventurarmi per ‘pinete’ a me estranee e da cui difficilmente potrei uscirne fuori asciutto e indenne. Seduto al mio tavolo di lavoro mi limito ad ammirare in evidenza nella mia biblioteca i magnifici cinque e già lascio lo spazio per gli altri due perché dal cinema alla letteratura i magnifici sono sempre stati sette e sette dovranno essere.
Prof. D’Eugenio e amici lettori perdonate il mio tono ironico, ma solo in questo modo ci si può avvicinare al ‘masterpiece’ senza esserne stritolato e recuperare la dimensione di umile cronista.