Mons. Pinto, dal Sinodo all'Università di Bari
di Pierpaolo De Natale - "La Rota Romana nell'odierna contingenza storica". E' il titolo della giornata di studio che il 24 novembre ha avuto luogo presso l'Aula Aldo Moro del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Bari.
L'evento ha permesso a studenti, studiosi e professionisti dell'ambito legale di prendere parte ad un'interessante discussione incentrata sull'attualità dello storico tribunale della Santa Sede - la Rota Romana - e sulle tematiche nodali del Sinodo avente ad oggetto "Le sfide pastorali della famiglia nel contesto dell'evangelizzazione". L'incontro è iniziato alle ore 16.00 ed è stato aperto dalle parole del prof. Raffaele Coppola, direttore del Centro Ricerca “Renato Baccari” e Promotore di Giustizia della Corte d’Appello dello S.C.V. .
Dopo i saluti del prof. Massimo Di Rienzo, direttore del Dipartimento, si sono susseguiti una serie di interventi ad opera di alcuni esperti in materia.
Primo a prendere la parola è stato l'Arcivescovo della Diocesi Bari-Bitonto, Mons. Francesco Cacucci, il quale ha detto ai presenti: "Io non so a quali conclusioni potrà arrivare il Sinodo, ma, da quello che mi sembra stia già emergendo, avverrà certamente un cambiamento sul piano dell'ordinamento o della procedura che riguarderà i tribunali ecclesiastici, a cominciare dalla Rota e quindi quelli regionali e diocesani".
Ha poi parlato Mons. Pasquale Larocca - vicario giudiziale del Tribunale ecclesiastico regionale pugliese - "In quest'anno di lavoro e di riflessione forse si arriverà a qualcosa di concreto, però, avendo a che fare concretamente con i fedeli, già c'è molto fermento da parte della gente, che quando viene in tribunale generalmente chiede due cose. La prima: 'Allora la nullità ce la date nel giro di qualche mese?', la nullità non la dà nessuno [...] e poi i tempi della giustizia credo che debbano essere rispettati. Non è la fretta che aiuta a fare un buon lavoro, ma sono ponderazione, collaborazione ed esperienza di tutti.
Il secondo argomento dei fedeli all'ordine del giorno è quello economico. Il Santo Padre sta insistendo molto da questo punto di vista e noi siamo particolarmente grati per questo atteggiamento, perchè noi insistiamo [...] a che il tribunale sia a servizio dei fedeli, quindi la dimensione economica nell'ambito dei tribunali praticamente non dovrebbe esistere"
Hanno introdotto la prolusione sul tema trattato, Gaetano Dammacco e Carmela Ventrella - entrambi docenti di Diritto canonico e di Diritto ecclesiastico. Il prof. Dammacco ha esordito sottolineando l'importanza del diritto canonico come "materia alla base dell'evoluzione giuridica del nostro sistema giudiziario", mentre la prof.ssa Ventrella ha proceduto con una dettagliata analisi del processo di snellimento della nullità matrimoniale, riflettendo sulla relatio del Sinodo straordinario sulla famiglia.
Terminati, dunque, gli interventi, l'attenzione è stata posta sul discorso dell'ospite più atteso dell'intera iniziativa, Sua Eccellenza Mons. Pio Vito Pinto, Decano del Tribunale della Rota Romana e Presidente della Corte d’Appello dello S.C.V..
In una relazione durata più di un'ora, Mons Pinto ha rapito l'attenzione dei presenti e illustrato svariati aspetti delle tematiche del Sinodo; un excursus iniziale ha consentito una rilevante considerazione storica in merito alla teologia e al diritto d'Oriente del primo millennio. L'intervento del Decano ha poi sviluppato le questioni nodali affrontate nel corso del Sinodo e operato un'acuta analogia tra l'inizio del '900 e l'inizio del Terzo millennio, tra due Papi diversi, che hanno però vissuto le stesse sfide del Sinodo: Papa Pio X e Papa Francesco.
Pio X operò la riforma in solitudine, da grande povero, così come Francesco, che oggi si impegna, affinchè i poveri siano messi al centro. "Alcuni dicono che il Papa navighi un po' incertamente", ha detto Mons. Pinto, "e invece no, sa pazientare, come Pio X. [...] egli (Papa Francesco, ndr) ha chiamato i Vescovi in una delle questioni più nodali, vorrei dire la questione centrale, quella della famiglia e del matrimonio, cellula viva della Chiesa. Ricordando come a Pio X mancò "il respiro dei vescovi", Pinto ha sottolineato come Bergoglio "confida ai vescovi il munus di vigilare nelle sedi diocesane". Continuando, il Decano ha sottolineato l'attuale rischio della nascita di una molteplicità di giurisprudenze locali, pericolo che si deduce dall'assenza di appelli, dall'Asia, alla Sacra Rota, che pertanto funge da vera e propria sentinella e, concludendo, ha affrontato un'approfondita analisi, riportando una fedele testimonianza, di quanto discusso in Sinodo, di quanto auspicato dal Pontefice e di quanto si prospetta per il futuro. Al termine della prolusione vi è stato il saluto del prof. Antonio Uricchio, Rettore dell'Università degli Studi di Bari, a cui ha infine succeduto un dibattito al quale hanno avuto modo di partecipare gli studenti in aula, ponendo domande e offrendo nuovi spunti di riflessione agli ospiti presenti.
