Civati, se Renzi ci attacca risponderemo

ROMA -- Il Pd non è il partito della nazione perché immagina chissà quali strane mutazioni genetiche, ma perché avere quei colori vuol dire che il Pd non si accontenta di vedere i sogni dell'Italia stuprati da anni di mal governo". A sostenerlo il presidente del Consiglio Matteo Renzi nel suo discorso in assemblea.

E aggiunge: "So bene che non tutti sono d'accordo sul Jobs act. Mi piacerebbe che almeno fosse letto il testo del Jobs act, che ci fosse uno sguardo non ideologico, una discussione nel merito. Sull'articolo 18 l'abbiamo pensata in modo diverso, ormai è andata, ognuno tiene la propria opinione ma ormai è chiusa".

"Chi è disonesto non può camminare con il Pd, dobbiamo essere molto duri anche al nostro interno. Chi sbaglia paga anche nel Pd. Non tutti gli onesti votano Pd ma chi sta nel Pd deve avere onestà come punto fondamentale", afferma il premier.

Dichiarazioni di 'guerra' al Pd da Civati - "Scissione? Un passaggio cruciale sarà quello dell'elezione del capo dello Stato, un momento dove sarà il caso di eleggere una figura di alto profilo per le istituzioni". Così Pippo Civati arrivando all'assemblea del Pd. A chi gli chiedeva se avesse un nome da proporre Civati ha risposto: "Io sono affezionato a un bolognese... però l'esempio da seguire è proprio quello lì".

"Se Renzi ci attacca risponderemo andando all'attacco. Le minoranze non hanno complotti in mente, vogliono solo fare le cose meglio. Renzi accetti qualche consiglio". Così Civati, arrivando all'assemblea nazionale del Pd. "La mia minoranza come quella di D'Alema? Non credo proprio - ha risposto - perché ci distinguono tutte le cose del mondo".