Rapallo: due coltelli per uccidere la moglie prima di gettarsi nel vuoto con il figlioletto
GENOVA - Emergono nuovi terribili particolari sul dramma familiare di Rapallo. Ha utilizzato ben due coltelli per massacrare la moglie, prima di prendere il bimbo di appena un anno e gettarsi con lui nel vuoto. Gli inquirenti che hanno ricostruito la dinamica della tragedia di Rapallo non hanno dubbi e per questo hanno decido di "non effettuare alcuna autopsia sulle vittime della strage".
"Le cause dei decessi purtroppo sono chiare e le colpe attribuibili con certezza" ha riferito il procuratore di Genova, Michele Di Lecce che, insieme al sostituto procuratore Marco Airoldi coordina le indagini sul gesto di Alessio Loddo, il padre di famiglia 37enne che, nel corso di una turbolenta separazione, ha trucidato la madre di suo figlio, Gisella Mazzoni, e si e' lanciato nel vuoto con il figlioletto Francesco. L'assassino ha lasciato una lettera scritta a mano nella casa di via Lamarmora 25, al quinto piano, dove si e' consumata la tragedia, e poi ha poi inviato due sms alla sorella annunciando quello che aveva intenzione di fare.
Secondo i rilievi medico legali effettuati dal patologo Marco Salvi, Loddo ha prima massacrato di pugni la compagna, spaccandole l'arcata dentale. Poi, con due coltelli da cucina, l'ha trucidata infierendo sul corpo. Il bimbo si trovava nella stanza attigua, nel box. Dopo avere commesso il delitto, l'assassino ha messo i due coltelli nella lavastoviglie, ha bevuto del liquore e ha infilato nella lavapiatti anche il bicchiere. Poi ha scritto la lettera di addio, ha mandato gli sms alla sorella e poco dopo aver ucciso la moglie ha preso in braccio il bambino e si e' lanciato con lui dalla finestra.
"Le cause dei decessi purtroppo sono chiare e le colpe attribuibili con certezza" ha riferito il procuratore di Genova, Michele Di Lecce che, insieme al sostituto procuratore Marco Airoldi coordina le indagini sul gesto di Alessio Loddo, il padre di famiglia 37enne che, nel corso di una turbolenta separazione, ha trucidato la madre di suo figlio, Gisella Mazzoni, e si e' lanciato nel vuoto con il figlioletto Francesco. L'assassino ha lasciato una lettera scritta a mano nella casa di via Lamarmora 25, al quinto piano, dove si e' consumata la tragedia, e poi ha poi inviato due sms alla sorella annunciando quello che aveva intenzione di fare.
Secondo i rilievi medico legali effettuati dal patologo Marco Salvi, Loddo ha prima massacrato di pugni la compagna, spaccandole l'arcata dentale. Poi, con due coltelli da cucina, l'ha trucidata infierendo sul corpo. Il bimbo si trovava nella stanza attigua, nel box. Dopo avere commesso il delitto, l'assassino ha messo i due coltelli nella lavastoviglie, ha bevuto del liquore e ha infilato nella lavapiatti anche il bicchiere. Poi ha scritto la lettera di addio, ha mandato gli sms alla sorella e poco dopo aver ucciso la moglie ha preso in braccio il bambino e si e' lanciato con lui dalla finestra.
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