Milan, Inzaghi respira col 3-1 al Parma: Cerci e Menez brillano, la rivoluzione di mercato sbugiarda Berlusconi
di Luca Losito - Ci sono vittorie più importanti di altre, quella col Parma è una di queste: primo perchè in zona Europa, eccetto il Napoli, si son fermate proprio tutte; secondo perchè Inzaghi aveva bisogno di questa vittoria, senza badare troppo ai fronzoli, viste le 11 assenze e la rosa rivoluzionata dal mercato post-crisi del Diavolo. Questo è un aspetto particolarmente divertente, perchè sbugiarda clamorosamente le farneticanti dichiarazioni di Berlusconi (“la rosa del Milan è il top in Italia”): gli acquisti di Cerci, Suso, Antonelli, Destro, Bocchetti e Paletta raccontano un'altra realtà. Una realtà che regala finalmente una squadra credibile a SuperPippo.
Mercato da cui Inzaghi attinge subito a piene mani, schierando i neomilanisti Destro e Bocchetti titolari, accompagnati dal sempre più pimpante Cerci. Rinforzi che a questa squadra servivano come il pane, sebbene a completare il tutto ci vorrebbe un bel centrocampista di supporto all'affidabilissima coppia De Jong-Montolivo. Cerci ha messo finalmente il turbo sulla destra, regalando qualcosa che il diesel Honda, pur positivo in certi frangenti, non è mai riuscito ad offrire, rubandogli di fatto la scena, col frizzante compagno Menez. E proprio dalla destra, guarda caso, nasce il vantaggio: Zaccardo mette al centro di testa, Rodriguez intercetta in area col braccio largo. Rigore. Dal dischetto, Menez, non perdona. Poi, però, solito psicodramma da palla inattiva: Nocerino, da pochi passi, fulmina Diego Lopez. 1-1, il primo tempo finisce così. Inzaghi non si scompone, e lascia in campo le 4 punte. Destro sfiora la rete in due occasioni, ma non è la sua serata. Questa è la notte di Cerci e Menez, che confezionano il raddoppio: impressionante galoppata dell'ex Toro sulla destra e bel passaggio in area a Menez, che scarta un avversario e scaraventa nell'angolino un sinistro di rara bellezza. Ma il francese, non ancora pago, triangola con Zaccardo che firma il 3-1. Ed è qui che si chiudono i giochi.
Questo successo, che non ha visto i rossoneri offrire un gran gioco, specie per la mediana composta dal pallido Van Ginkel e dal precipitoso Poli, poi sostituiti dal duo Muntari-Essien, ha palesato l'ennesima falla, a cui Galliani sta lavorando alacremente nelle ultime ore: Baselli, Susic e Lodi i nomi. Giocatori che contribuirebbero alla causa. Paletta, intanto, s'è appena aggiunto alla storica rivoluzione rossonera di questo gennaio. Chapeau a Galliani, capace di raffazzonare la rosa con risorse economiche esigue. Operazione doverosa per il progetto di Inzaghi, seppur realizzata con colpevole ritatdo e solo quando la pressione mediatica ha costretto Silvio a riaprire i rubinetti.
Mercato da cui Inzaghi attinge subito a piene mani, schierando i neomilanisti Destro e Bocchetti titolari, accompagnati dal sempre più pimpante Cerci. Rinforzi che a questa squadra servivano come il pane, sebbene a completare il tutto ci vorrebbe un bel centrocampista di supporto all'affidabilissima coppia De Jong-Montolivo. Cerci ha messo finalmente il turbo sulla destra, regalando qualcosa che il diesel Honda, pur positivo in certi frangenti, non è mai riuscito ad offrire, rubandogli di fatto la scena, col frizzante compagno Menez. E proprio dalla destra, guarda caso, nasce il vantaggio: Zaccardo mette al centro di testa, Rodriguez intercetta in area col braccio largo. Rigore. Dal dischetto, Menez, non perdona. Poi, però, solito psicodramma da palla inattiva: Nocerino, da pochi passi, fulmina Diego Lopez. 1-1, il primo tempo finisce così. Inzaghi non si scompone, e lascia in campo le 4 punte. Destro sfiora la rete in due occasioni, ma non è la sua serata. Questa è la notte di Cerci e Menez, che confezionano il raddoppio: impressionante galoppata dell'ex Toro sulla destra e bel passaggio in area a Menez, che scarta un avversario e scaraventa nell'angolino un sinistro di rara bellezza. Ma il francese, non ancora pago, triangola con Zaccardo che firma il 3-1. Ed è qui che si chiudono i giochi.
Questo successo, che non ha visto i rossoneri offrire un gran gioco, specie per la mediana composta dal pallido Van Ginkel e dal precipitoso Poli, poi sostituiti dal duo Muntari-Essien, ha palesato l'ennesima falla, a cui Galliani sta lavorando alacremente nelle ultime ore: Baselli, Susic e Lodi i nomi. Giocatori che contribuirebbero alla causa. Paletta, intanto, s'è appena aggiunto alla storica rivoluzione rossonera di questo gennaio. Chapeau a Galliani, capace di raffazzonare la rosa con risorse economiche esigue. Operazione doverosa per il progetto di Inzaghi, seppur realizzata con colpevole ritatdo e solo quando la pressione mediatica ha costretto Silvio a riaprire i rubinetti.
