Giovanni Paolo II: a 10 anni dall'addio quale eredità?
di Alex Nardelli - Oggi, 2 aprile 2015, si ricorda il decimo anniversario della morte di Karol Józef Wojtyła, per tutti Papa Giovanni Paolo II. Egli morì, all’età di 84 anni, Sabato 2 aprile 2005 alle ore 21:37 dopo che le sue condizioni di salute erano divenute critiche, per via di una brutta infezione dell'apparato urinario. Più di tre milioni di pellegrini resero omaggio alla sua salma, e ai suoi funerali, che ebbero luogo sei giorni dopo, in Piazza San Pietro, parteciparono un grandissimo numero di capi di stato. Giovanni Paolo II fu sepolto successivamente nelle Grotte Vaticane, sotto la basilica.
«Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l'uomo. Solo lui lo sa! ». Con queste parole, Papa Giovanni Paolo II, inaugurava di fatto il suo pontificato nel lontano 1978, lui che sarebbe stato uno dei Pontefici più amati di sempre. Egli fece dell’ecumenismo un caposaldo del suo papato, difatti nei suoi 104 viaggi in tutto il mondo folle oceaniche lo accoglievano acclamandolo. Papa Wojtyła, inoltre, che ebbe un’attenzione particolare alle generazioni più giovani, con la creazione delle Giornate Mondiali della Gioventù, allo scopo di poter unire nazioni e religioni differenti. Importantissimo anche la sua opera di beatificazione e canonizzazione. Egli, dapprima abolì l’ufficio di Promotor Fidei, snellendo la tempistica di questi processi, e poi beatificò 1338 persone, e ne canonizzò ben 482, superando di gran lunga ogni suo predecessore.
Il Pontefice aveva anche varie passioni sportive, quali il nuoto, il canottaggio, calcio e soprattutto lo sci, essendo lui amante della montagna. Proprio sui monti, quelli dell’Adamello, esattamente il 17 luglio 1984, ebbe luogo un incontro che fu visto come una rivoluzione in quel periodo, quello tra Papa Giovanni Paolo II e l’allora Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, il quale, rispondendo all’elogio fattogli dal Santo Padre sul “quanto fossero fortunati gli italiani ad avere un Presidente come lui”, disse “E’stata una una giornata stupenda quella passata col mio amico Wojtyla”. Lo chiamava così il laico Pertini, segno tangibile di come l’amicizia tra due uomini supera ogni confine. E quella tra i due è stato un fraterno e duraturo rapporto, con entrambi sempre pronti ad essere l’uno vicino all’altro anche nei momenti di pericolo per le loro vite. Come nel caso dell’attentato che Wojtiyla subì nel 1981, ad opera di Mehmet Ali Ağca, un killer turco, che gli sparò tre colpi di pistola colpendolo all’addome, qualche minuto dopo che il Santo Padre era entrato in piazza San Pietro. O come quando il Papa, nel 1990, si recò all’ospedale dov’era ricoverato il morente Pertini, non avendo però la possibilità di visitarlo, e rimanendo quindi a pregare su una sedia nel corridoio dov’era ubicata la stanza del Presidente.
A 10 anni dalla sua morte, i valori che Papa Giovanni Paolo II ci ha lasciato in eredità sono quelli dell’apertura verso Dio, della fratellanza, dell’unità tra culture e religioni diverse, in nome di un ecumenismo a lui tanto caro, e che ha fatto di lui un Papa che verrà ricordato sempre come un Pontefice umile. A testimonianza di ciò le sue parole nel primo saluto ai fedeli «Non so se potrei bene spiegarmi nella vostra... nostra lingua italiana. Se mi sbaglio, mi corigerete».
«Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l'uomo. Solo lui lo sa! ». Con queste parole, Papa Giovanni Paolo II, inaugurava di fatto il suo pontificato nel lontano 1978, lui che sarebbe stato uno dei Pontefici più amati di sempre. Egli fece dell’ecumenismo un caposaldo del suo papato, difatti nei suoi 104 viaggi in tutto il mondo folle oceaniche lo accoglievano acclamandolo. Papa Wojtyła, inoltre, che ebbe un’attenzione particolare alle generazioni più giovani, con la creazione delle Giornate Mondiali della Gioventù, allo scopo di poter unire nazioni e religioni differenti. Importantissimo anche la sua opera di beatificazione e canonizzazione. Egli, dapprima abolì l’ufficio di Promotor Fidei, snellendo la tempistica di questi processi, e poi beatificò 1338 persone, e ne canonizzò ben 482, superando di gran lunga ogni suo predecessore.
Il Pontefice aveva anche varie passioni sportive, quali il nuoto, il canottaggio, calcio e soprattutto lo sci, essendo lui amante della montagna. Proprio sui monti, quelli dell’Adamello, esattamente il 17 luglio 1984, ebbe luogo un incontro che fu visto come una rivoluzione in quel periodo, quello tra Papa Giovanni Paolo II e l’allora Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, il quale, rispondendo all’elogio fattogli dal Santo Padre sul “quanto fossero fortunati gli italiani ad avere un Presidente come lui”, disse “E’stata una una giornata stupenda quella passata col mio amico Wojtyla”. Lo chiamava così il laico Pertini, segno tangibile di come l’amicizia tra due uomini supera ogni confine. E quella tra i due è stato un fraterno e duraturo rapporto, con entrambi sempre pronti ad essere l’uno vicino all’altro anche nei momenti di pericolo per le loro vite. Come nel caso dell’attentato che Wojtiyla subì nel 1981, ad opera di Mehmet Ali Ağca, un killer turco, che gli sparò tre colpi di pistola colpendolo all’addome, qualche minuto dopo che il Santo Padre era entrato in piazza San Pietro. O come quando il Papa, nel 1990, si recò all’ospedale dov’era ricoverato il morente Pertini, non avendo però la possibilità di visitarlo, e rimanendo quindi a pregare su una sedia nel corridoio dov’era ubicata la stanza del Presidente.
A 10 anni dalla sua morte, i valori che Papa Giovanni Paolo II ci ha lasciato in eredità sono quelli dell’apertura verso Dio, della fratellanza, dell’unità tra culture e religioni diverse, in nome di un ecumenismo a lui tanto caro, e che ha fatto di lui un Papa che verrà ricordato sempre come un Pontefice umile. A testimonianza di ciò le sue parole nel primo saluto ai fedeli «Non so se potrei bene spiegarmi nella vostra... nostra lingua italiana. Se mi sbaglio, mi corigerete».
